E' online il numero 103 della Rivista AIAF

Mercoledì, 12 Luglio, 2017

Due modi di vedere la congiuntura (e i problemi) dell’Unione Europea. Giovanni Bottazzi, con la consueta capacità analitica, passa ai raggi X uno dei problemi strutturali che gravano sugli equilibri dell’Eurozona: il surplus crescente della Germania che mette sotto pressione i rapporti tra i partners ed è una delle ragioni del contenzioso con gli Usa. All’origine del fenomeno, in contrasto con le direttive comunitarie, c’è, sottolinea l’autore, la struttura stessa dell’euro, troppo debole per la forza dell’economia tedesca che trae così vantaggio dal gap con i Paesi più deboli della Comunità.

Diverso l’approccio di Veronica De Romanis, autrice di un fortunato saggio: l'’austerità, è la tesi, non è un macigno imposto all’economia italiana ma, se ben interpretata, l’occasione per rimuovere svantaggi storici che frenano la nostra crescita.

Andrea Gasperini, Federica Doni e Emanuele Plata hanno approfittato del confronto tra esperti del mondo social responsible ed operatori del mondo finanziario italiano ed internazionale al Convegno indetto da AIAF, Università della Bicocca e Plef, per condurre un sondaggio sull’evoluzione del confronto su clima, mercati e responsabilità sociale ai tempi di Donald Trump.

Robert Shiller, lo studioso che ha dato vita al più importante indice del mercato immobiliare americano, autore del saggio che denunciò “l’esuberanza irrazionale” Wall Street alla vigilia dello scoppio della Borsa, esamina lo stato d’animo dell’economia dopo la lunga depressione: come negli anni Trenta la stagnazione è dura a morire anche per lo shock che pesa ancora sugli umori del mercato.

E’ in questa cornice che le Borse stanno affrontano la scommessa più delicata: il rialzo progressivo dei tassi Usa verso livelli “normali”: è questo il tema dell’analisi tecnica del team composto da Alessandro Magagnoli, Claudia Cervi e Mauro Rotunno.

Il socio Bruno Ricci affronta il tema della “presunta” distinzione tra controllo contabile e controllo legale. In realtà, è la sua tesi, la distinzione non ha ragion d’essere. Il controllo non può risolversi in una mera verifica formale quasi a ridursi ad un riscontro contabile ma deve comprendere anche il riscontro tra la realtà e la sua rappresentazione.

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