Si conferma la recessione in Italia

Venerdì, 14 Novembre, 2014

La crescita del PIL nel terzo trimestre in Italia è stata negativa per il secondo trimestre consecutivo, certificando la prosecuzione di una fase recessiva, seppur di entità modesta. E’ dal secondo trimestre del 2011 che l’Italia non vede un segno positivo nella crescita trimestrale, a conferma del prolungarsi di una crisi economica che non ha precedenti. Su base annuale il PIL risulta in calo dello 0,4%, in peggioramento rispetto al -0,3% del secondo trimestre (rivisto in senso peggiorativo rispetto al precedente -0,2%).

I dati sul dettaglio dei conti nazionali non sono ancora disponibili, ma almeno dal lato dell’offerta è evidente la fase critica dell’industria italiana che continua a registrare un calo dell’attività su base mensile in media. Ad alimentare tale calo è stato l’indebolimento della domanda estera nei mesi estivi, in assenza di un significativo recupero di quella interna. In prospettiva, la discesa dell’euro degli ultimi mesi rappresenta un fattore di supporto destinato a sostenere un moderato recupero del canale estero e dell’attività industriale, anche grazie al buon ritmo di crescita di diverse aree extra-europee come gli Stati Uniti e l’Asia. La svolta per uscire dalla recessione, tuttavia, resta legata al recupero della domanda interna attraverso misure credibili di stimolo fiscale. In tal senso gli sgravi fiscali previsti per famiglie e imprese dal disegno di legge di Stabilità per il 2015 (circa €16 mld) rappresentano un importante passo in avanti per agevolare la ripresa dei consumi privati e degli investimenti. Inoltre, il superamento degli stress test e l’iniezione di liquidità in corso da parte della BCE, che sarà molto probabilmente rafforzata in futuro con ulteriori misure non convenzionali, sono in grado di ricreare le condizioni per un rilancio del credito e per un miglioramento della fiducia di consumatori e imprese.