La BCE prende ancora tempo e delude i mercati

Giovedì, 4 Dicembre, 2014

In occasione dell’ultimo incontro dell’anno la BCE ha nuovamente segnalato l’avvio di una politica monetaria quantitativa “allargata”, con il probabile coinvolgimento dei titoli di Stato negli acquisti. Nelle ultime settimane, tuttavia, il mercato aveva in parte “prezzato” un possibile annuncio già a dicembre, in modo da poter essere operativi all’inizio del 2015. In realtà i tempi si allungano. La BCE ha dichiarato che verrà fatta una valutazione della situazione economico-finanziaria all’inizio del prossimo anno e l’effettivo annuncio, si evince dal commento di Draghi, potrebbe arrivare addirittura a inizio marzo. Ben si comprende come i mercati siano di fatto delusi poiché percepiscono l’urgenza di implementare misure aggiuntive in un contesto economico che resta molto preoccupante, come confermano i dati congiunturali recenti. Né gli effetti positivi sulla crescita derivanti dal calo del prezzo del petrolio appaiono in grado di mutare drasticamente un quadro che resterà probabilmente di sostanziale stagnazione o di crescita frazionale. Tanto più che la discesa della quotazione del greggio, come precisato dallo stesso Draghi, riduce l’inflazione (-0,4% nel 2015 e -0,1% nel 2016 secondo la BCE) anche attraverso effetti indiretti e di secondo ordine su prezzi non energetici, sui salari e sulle aspettative d’inflazione, rendendo molto più probabile uno scenario deflazionistico.