2017, n. 175 - I Quaderni AIAF online - Le startup in Italia, mercato, strumenti e valutazioni

Executive Summary

Il Mercato delle startup

In Italia ci sono oltre 7.000 startup, di dimensione piccola e con fatturato e Ebitda insufficienti. Spesso mancano di respiro imprenditoriale poiché in maggioranza create da persone già in carriera soprattutto nel settore ICT. In Italia mediamente una startup su due sopravvive dopo 5 anni di attività, con un tasso di sopravvivenza alto indicativo di una dinamicità del sistema ancora non adeguata agli altri paesi.
Nel 2016 in Italia sono stati effettuati circa 180 mln di investimenti rispetto a 1,4 mld in Francia. In Francia esiste un grande dispositivo pubblico di aiuto all’innovazione (Oséo).
Il Quaderno AIAF evidenzia e approfondisce ciò, dando anche risalto alla forma “tradizionale” di imprenditorialità. Quest’ultima usufruisce delle facilitazioni previste per le PMI innovative.

Le Fonti di finanziamento

Nel triennio 2014-16 il Venture Capital ha apportato equity per 330 mln di euro, la componente debito è stata alimentata da finanziamenti richiesti con Fondo di Garanzia PMI per 417 mln, da Invitalia per 118 mln, dai fondi SME Instrument per 22 mln. 
Il numero di startup che hanno avuto accesso a finanziamenti agevolati e ad investimenti di equity rappresenta una quota minoritaria del totale.
Lo strumento più utilizzato per volume complessivo di erogato e per numero di startup beneficiarie risulta essere il Fondo di Garanzia per le PMI. Gli strumenti europei risultano poco utilizzati dalle startup. Le startup rappresentano circa un quarto delle imprese beneficiarie.

I criteri di valutazione

Le startup italiane hanno ricavi medi per 133mila euro, con un Ebitda negativo del 25%, investimenti medi per 61mila euro e debiti finanziari per € 54mila euro.
La valutazione del potenziale dell’azienda è l’aspetto chiave per le startup e richiede l’utilizzo di metodi qualitativi in via prioritaria rispetto a quelli quantitativi tradizionali basati su track record finanziari. 
I metodi qualitativi, determinanti nei Seed stage ed Early stage, devono apprezzare, tramite benchmark e comparazioni, la trazione ed il potenziale del mercato, il modello di crescita, i vantaggi in tecnologia e brevetti, la qualità del team e la reputazione dei founders. I metodi qualitativi sono largamente utilizzati da Acceleratori e Business Angels sulla base delle loro esperienze dirette. I metodi qualitativi più utilizzati sono personalizzazioni derivate dal Berkus method. 
L’utilizzo di benchmark diventa determinante per fornire elementi oggettivi di valutazione e rappresentativi della realtà di mercato in cui opera la startup.
Nei Round A e B diventa importante tornare a focalizzare la valutazione sui fondamentali di business e sulla capacità di execution, pesando adeguatamente fattori qualitativi e quantitativi (prevalentemente tramite il Venture Capital method).
Il business plan ha un utilizzo rilevante, anche se diverso dall’uso finalizzato al DCF dell’analisi finanziaria tradizionale, per fornire obiettivi e metriche per valutare i risultati e ingaggiare gli investitori.

Le prospettive 

In Italia esiste un quadro normativo favorevole, imperniato su incentivi fiscali, sostegno al credito e deroghe civilistiche. L’accesso agli strumenti disponibili è ancora sottoutilizzato. 
Importante l’integrazione con le iniziative Industria 4.0, che offre alle startup l'opportunità di contribuire all’innovazione della parte più dinamica del settore manifatturiero italiano. 
Il livello di capitalizzazione delle startup in Italia è basso, con un apporto ancora limitato in termini assoluti da parte del Venture Capital italiano ed estero. 
Sono auspicabili iniziative per favorire maggiormente l’ingresso nel capitale di operatori anche non specializzati, come le medie e grandi aziende con l’open innovation ed il corporate venture capital, i family office, ed in prospettiva anche i Fondi Pensione e la disponibilità di fondi pubblici, analogamente a quanto avviene nei principali mercati esteri. 
L’analisi finanziaria ha un ruolo importante nel processo di valutazione. L’adozione degli standard di analisi finanziaria, oggi ancora limitata tra i neo-imprenditori, può allargare la platea dei potenziali investitori istituzionali a soggetti non specializzati e favorire i round di finanziamento e le exit.
AIAF da parte sua da’ un contributo specifico occupandosi di formazione sulla costruzione dei business plan e dell’approccio corretto verso il mercato dei capitali.

Gruppo di Lavoro di AIAF

Start up. Metodologia di rilevazione e gestione delle nuove imprese innovative

Consigliere Responsabile

Gruppo di Lavoro

Alberto Borgia

Ideatore Gruppo di Lavoro

Paolo Balice, Past President AIAF 2011-2017

Autori

Carlo Angelini, Dottore Commercialista in Roma, Socio Aiaf
Giovanni Ciraolo, Dottore in Scienze Politiche-Relazioni Internazionali, Certificate of Mathematics, Socio AIAF
Paolo Maresca, Partner Peiras, Socio AIAF
Flavio Notari, Dottore Commercialista e Revisore legale, lecturer in Financial Accounting, Socio AIAF

 

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