AIAF sull’andamento dei mercati e sulla tassazione delle attività finanziarie

Martedì, 12 Luglio, 2011

I movimenti di mercato degli ultimi giorni hanno manifestato una crescente pressione sui Titoli di Stato italiani. Lo spread BTP-Bund ha raggiunto nuovi massimi, così come i differenziali dei Credit Default Swap sul debito italiano.

L’ Associazione Italiana degli Analisti Finanziari - AIAF ritiene che tali movimenti di mercato, seppur parzialmente rientrati, siano ingiustificati alla luce dei fondamentali del nostro Paese. Sebbene l’Italia abbia un debito pubblico particolarmente elevato - intorno al 120% del PIL - e una crescita inferiore alla media UE - 1,1% il consenso per il 2011 -, il nostro Paese si caratterizza per una serie  di punti di forza:

  • un deficit pubblico in calo con un target per il 2011 al 3,6% dal 4,6% del 2010 e un saldo primario previsto per il 2011 positivo per lo 0,4%;
  • una manovra finanziaria che se approvata, come è ragionevole ritenere, consentirà il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2014;
  • un debito pubblico in stabilizzazione  intorno al 120% del PIL a partire dal prossimo anno;
  • la detenzione in mano a investitori domestici di più del 50% del debito pubblico in Titoli di Stato;
  • un sistema bancario adeguatamente capitalizzato e molto probabilmente in grado di superare gli stress test recentemente realizzati;
  • l’assenza di una bolla immobiliare o di un’accelerazione dei prezzi delle case paragonabili a quella di altri Paesi europei.

Sebbene un eccessivo aumento dei tassi obbligazionari possa generare l’insostenibilità del debito pubblico italiano determinando una sorta di profezia auto-realizzante, AIAF ritiene che le recenti turbolenze  dei mercati non possano avere motivi di natura fondamentale e appaiono più che altro il frutto di operazioni di natura speculativa non giustificate dal reale valore del debito pubblico del nostro Paese. In attesa di una più organica revisione della regolamentazione sulla trasparenza nei mercati finanziari, già prevista in ambito europeo e internazionale, gli evidenti movimenti di natura speculativa che si stanno verificando nei mercati suggeriscono la ricerca e l’adozione di opportune iniziative di contenimento di tali operazioni anche da parte di operatori privati (come ad esempio nel mercato dei Repo), pur nel rispetto della legislazione vigente e della libera compravendita delle attività finanziarie.

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