2012, n. 84 - III Rivista AIAF online

* La presente pagina potrebbe contenere allegati visibili ai soli soci ed abbonati previa autenticazione tramite il form di login

Meglio una drastica riduzione del debito pubblico con risorse in arrivo dalla ricchezza pubblica (privatizzazioni o cessioni di patrimonio pubblico) o dalla ricchezza privata (elevata ma estremamente concentrata) piuttosto che una lenta erosione del reddito generata da una pressione fiscale record e dalla necessità di mantenere un saldo primario elevato a copertura degli interessi sul debito”. Si chiude così l'analisi che Paolo Guida dedica alla “Diagnosi ed alle terapie” del debito pubblico, il male oscuro della Repubblica Italiana esploso negli anni Ottanta in coincidenza con l'inversione della politica monetaria americana. Guida elenca, in chiave critica, le proposte avanzate su questo tema nel corso dell'ultimo anno.
Tra queste merita attenzione la ricetta “straordinaria” messa a punto dal professor Paolo Savona e dal professor Antonio Maria Rinaldi, impegnati ad individuare una road map in grado di avviare finalmente un circolo virtuoso per la riduzione del rapporto tra debito e Pil, attraverso la creazione di un veicolo finanziario ad hoc.
Come sostiene Daniele Fano il problema è di individuare una manovra a tenaglia sullo stock del debito e, in parallelo, di sostegno al Pil per evitare che “lo stock del debito si gonfi a dismisura in un processo alla Ponzi”.
Il rientro dal debito riporta in primo piano il tema dei paradisi fiscali. In particolare il complesso negoziato multilaterale che oppone la Confederazione Elvetica sia ai governi degli Stati Uniti che dell'Europa. L'Italia, sostiene Massimo Bertorelli, è a un bivio: o allinearsi agli accordi di vari Paesi, con l'obiettivo di raccogliere somme significative nel breve; oppure cercare risultati a medio e lungo termine senza accettare limitazioni agli scambi di informazione.
Merita ricordare, a completamento dell'analisi, la lunga e drammatica estate dell'euro, raccontata da Gianluca Dimartino. Soprattutto ora che si profila l'happy end per le sorti della moneta unica, per merito soprattutto delle scelte della Bce.
Come ben descrive l'analisi Intermarket di Alessandro Magagnoli e Claudia Cervi, questa stagione è sotto il segno delle banche centrali.

Editoriale
Per curare il debito ci vuole la “fiscal repression" - a cura della Direzione
Debito Sovrano
Diagnosi e terapie per il male oscuro della Repubblica - di Paolo Guida
Debito Sovrano
La ricetta “straordinaria” Savona-Rinaldi per ridurre il debito pubblico - di Paolo Savona e Antonio Maria Rinaldi
Debito Sovrano
La manovra ovvero come non perdere l’ultimo autobus per i conti pubblici - di Daniele Fano
Debito Sovrano
L’eccezione Svizzera. La difficile formula per tassare il risparmio - di Massimo Bertorelli
Debito Sovrano
La lunga estate calda dell’euro - di Gianluca Dimartino
Analisi Tecnica
Banche centrali in tempo di crisi - di Alessandro Magagnoli e Claudia Cervi