2013, n. 160 - I Quaderni AIAF online - Guida agli strumenti finanziari alternativi dalle cambiali ai minibond

Tra gli scopi del Quaderno, oltre a quello di analizzare le caratteristiche, i vantaggi ed i limiti degli strumenti richiamati, vi era sicuramente quello di tracciare un primo consuntivo ad un anno esatto dall’entrata in vigore delle novità introdotte dal Decreto Crescita del 2012. 
Chiara la finalità del Legislatore di consentire, attraverso l’allargamento della potenziale platea degli emittenti di strumenti di debito in forma di valori mobiliari, il ricorso a nuove forme di finanziamento idonee ad affiancare anche se non sostituire un credito bancario in costante e ormai strutturale riduzione. 
Lo sforzo è stato diretto, e non poteva essere altrimenti, nella direzione di semplificare l’utilizzo di strumenti conosciuti e già ampiamente utilizzati sul mercato, obbligazioni e cambiali, semplificazione ottenuta sostanzialmente tramite l’equiparazione fiscale e normativa degli emittenti “non quotati” a quello previsto per le società con azioni quotate e le banche. 
Di questo importante e radicale intervento, che tuttavia, nel caso delle cambiali finanziarie, è stato portato solo a parziale compimento causa il mantenimento di un non giustificato trattamento discriminatorio nel confronti delle PMI, hanno tratto cospicuo vantaggio quelle aziende che per dimensioni, organizzazione, riconoscibilità del marchio, hanno potuto cogliere l’occasione per collocare sul mercato domestico e, soprattutto, internazionale, titoli per importi anche molto rilevanti. Scenario ben diverso si è offerto, viceversa, per quelle imprese minori emittenti, almeno in linea teorica, i cosiddetti “minibond”.
Pochi gli esempi, di lunga e complicata gestazione peraltro, collocati a condizioni probabilmente ancora non propriamente allineate ai desideri degli investitori. 
A fronte infatti di numerose iniziative di investimento in questi strumenti, nella forma di fondi chiusi riservati per lo più promossi e sostenuti proprio da quel mondo bancario finito sul tavolo degli imputati per il credit crunch in atto, si fa ancora fatica a comprendere l’effettiva risposta del tessuto imprenditoriale che da ciò dovrebbe trarre il maggiore giovamento. 
L’apertura al mercato passa di necessità attraverso un flusso informativo ben più profondo e tempestivo di quanto previsto dalla normativa civilistica e non è un mistero che ciò possa stridere con quell’atteggiamento di chiusura e grande riservatezza che da sempre caratterizza gran parte della nostra imprenditoria. I costi connessi ad una scelta di mercato, poi, sia di tipo diretto che indiretto, che possono considerarsi “standardizzati” per quelle aziende abituate a farvi costante ricorso, possono risultare di difficile accettabilità per i “newcomers” soprattutto nella prospettiva dell’incertezza sull’effettiva coincidenza tra aspettative di raccolta e risultato ottenuto. 
Domanda ed offerta devono quindi ancora trovare, se non un punto d’incontro, quanto meno un terreno di comune confronto dove individuare un ragionevole spazio di negoziazione.
Questo processo può essere facilitato, ma non forzatamente creato, da un intervento legislativo che può tuttavia ancora incidere in senso migliorativo sugli strumenti ed, in particolare, sulla disciplina della cambiale finanziaria nonché, come normativa secondaria, sull’attenuazione di alcune rigidità degli strumenti d’investimento indirizzati alla sola clientela professionale (fondi riservati).
E’ possibile che questo processo richieda ancora tempo, ma è pur vero che un mercato nuovo deve nascere con i presupposti migliori per poter liberare tutta l’energia positiva nel medio termine e non soffrire di un avvio forzato e viziato da difetti di difficile successiva correzione.
E’ una rivoluzione culturale per tutti i soggetti coinvolti: una rivoluzione senza spargimenti di sangue, ma dalla quale possono discendere benefici per tutti, se accompagnata da grande senso di responsabilità e spirito etico.

 

Gruppo di lavoro Aiaf 

Cambiali Finanziarie e Minibond 

Socio Responsabile

Roberto Rossi, Financial Advisor, Docente AIAF Financial School, Socio Aiaf

Autori

Maurizio Bastianelli, Dottore Commercialista in Ancona, Socio Aiaf

Francesco Pili, Responsabile Funzione Capital Markets, Banca Aletti

Guido Romano, Responsabile Studi Economici e Relazioni Esterne, Cerved

Roberto Rossi, Financial Advisor, Docente AIAF Financial School, Socio Aiaf

Alessandro Rota, Responsabile Ufficio Studi, Assogestioni

Augusto Violi, Consulente, Socio Gruppo Economisti Impresa, Socio Aiaf

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