Osservatorio ESG

Lunedì, 12 Dicembre, 2016

Troppo carbone, la Cina corre con lentezza ai ripari

Carbon Tracker (http://www.carbontracker.org/) è un think tank finanziario indipendente con sede a Londra che fornisce un’analisi approfondita sull’impatto del cambiamento climatico sui mercati dei capitali, gli investimenti in combustibili fossili, una mappatura dei rischi, le opportunità e il percorso verso un futuro a basse emissioni di carbonio.

Successivamente ad una serie di ricerche sul carbone che nel rispetto dei limiti imposti dall’accordo di COP21 a Parigi al surriscaldamento della temperatura a 2°C non potrà essere bruciato e agli stranded assets ha avviato un nuovo dibattito su come allineare il sistema finanziario con una transazione energetica verso future basse emissioni di carbonio.

In una ricerca pubblicata nel mese di Novembre 2016 http://www.carbontracker.org/report/chasing-the-dragon-china-coal-power-plants-stranded-assets-five-year-plan/ Carbon Tracker evidenzia che la Cina sta costruendo più centrali elettriche a carbone di quante necessiti e che è in atto una errata allocazione dei capitali in quanto alla data del mese di luglio 2016 dispone di 895 GW di capacità di energia elettrica da carbone largamente sottoutilizzata e ha 205 GW in costruzione e altri 405 GW in fase di pianificazione. I progetti di impianti in costruzione e pianificati ammontano ad un totale investimento di mezzo trilione di dollari, che rischia di andare perduto.

Il governo cinese è tuttavia consapevole di questa crisi di sovraccapacità e la necessità di interventi politici per tornare ad investimenti di generazione di carbone equilibrati e il responsabile della Agenzia per l’Energia Nazionale (NEA) ha dichiarato in un’intervista rilasciata nel mese di marzo 2016 che il governo sta prendendo le misure necessarie per evitare questo eccesso di capacità a carbone. La questione non è se la Cina agirà con convinzione per affrontare la sua crisi di eccesso di capacità di carbone, ma come e quando.

Carbon Tracker considera quindi in questa ricerca le implicazioni finanziarie e sul clima imputabili alla crisi di sovraccapacità di carbone della Cina nel contesto di limitare l’aumento della temperatura media globale a 2° C.

Andrea Gasperini
Responsabile Aiaf “Mission Intangibles®”

 

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