Osservatorio ESG

Lunedì, 13 Marzo, 2017

LA SOSTENIBILITÀ? ORMAI È CORE BUSINESS

Nell’ambito del continuo confronto con tutti gli operatori che si occupano di Sostenibilità nel settore finanziario, siamo stati invitati dalla dottoressa Rossella Zunino, Responsabile Sustainability Services del Dipartimento FSO (Financial Services Organization) della società EY, con un’esperienza di vent’anni su questi temi, a partecipare, nel nostro ruolo di “osservatori” dei trend e dei fenomeni che riteniamo più interessanti e degni di segnalazione per l’integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle decisioni di investimento responsabile, alla presentazione del primo studio sugli strumenti utilizzabili dalle aziende per integrare la Sostenibilità nei processi di business e, quindi, nelle strategie.

Dallo studio “Seize the change. Integrare la sostenibilità nel core business” realizzato da EY, leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza congiuntamente con l’ente di certificazione DNV GL e con il supporto di GFK Eurisko, emerge che in Italia tra le aziende che hanno partecipato all’indagine il 51% ha adottato una strategia/politica di sostenibilità (il 59% nel mondo) ed il 29% ritiene che nei prossimi tre anni il proprio business sarà molto condizionato dal tema dell’integrazione della sostenibilità (il 35% nel mondo).

Tale indagine è stata realizzata nel mese di giugno 2016 su un campione di 1.524 professionisti di aziende di diversi comparti dei settori primario, secondario e terziario in Europa, Nord America, Centro e Sud America e Asia di cui le aziende italiane facenti parte del campione sono state 193 ed i risultati sono stati presentati il 7 Marzo 2017 al convegno organizzato da EY e DNV GL a Milano presso la sede di EY in via Meravigli n. 7. 

Al convegno sono intervenuti Filippo Bocchi, Direttore CSR, Gruppo Hera, Elena Flor, Responsabile CSR, Intesa Sanpaolo, Loris Pedon, Imprenditore e Direttore Generale del Gruppo Pedon, Luciano Pirovano, International Marketing and CSR Director, Bolton Alimentari, Andrea Valcalda, Head of Sustainability, Enel e per le conclusioni Adriana Spazzoli Imprenditrice del Gruppo Mapei e Presidente Fondazione Sodalitas. Di seguito viene riportata una sintesi degli interventi che sono stati fatti.

 

Saluti istituzionali

  • Riccardo Giovannini, Partner, Team Sustainability di EY. Oggi è consolidata la capacità delle aziende di cogliere e mitigare i rischi della sostenibilità per il business, il 45% delle aziende italiane e globali ha in programma di investire di più nell’integrazione della sostenibilità nei prossimi tre anni evidenziando le potenziali connessioni con l’attività core dell’azienda.
  • Nicola Pivato: Regional Manager Southern Europe & Africa, DNV GL – Business Assurance. Il 40% delle imprese italiane dichiara di integrare la sostenibilità nel proprio core business. Tale percentuale segna il passaggio a una visione della sostenibilità non più come di un’aggiunta alle attività ordinarie, ma come elemento da integrare nelle strategie aziendali, con risvolti nelle prassi quotidiane.

 

Tavola rotonda

Coordinatori: Carlo Cici, Executive Director, Team Sustainability, EY e Valeria Fazio, Sustainability Services Development Manager, DNV GL – Business Assurance si sono avvalsi dell’innovativa metodologia dell’instant pool per interagire con gli oltre cento partecipanti al convegno.

  • Loris Pedon, Il Gruppo Pedon è attivo nelle attività di lavorazione, confezionamento e distribuzione di cereali e legumi secchi. La lenticchia è un prodotto intrinsecamente sostenibile ampiamente diffuso in Italia che ha impatti positivi sull’ambiente. Il Gruppo Pedon pone attenzione all’economia circolare e al packaging sostenibile, alla creazione di valore condiviso cercando di anticipare l’evoluzione della società che ha un impatto sulle tendenze di consumo. Con riferimento alle persone per integrare la sostenibilità nel business è necessaria una buona cultura generale, la capacità di saper lavorare in team, la leadership e il sapere mettersi a disposizione degli altri ed avere una buona capacità relazionale. Obiettivo per l’anno 2017 è quello di migliorare gli standard di rendicontazione per comunicare in modo misurabile quello che è stato fatto continuando ad investire in cultura aziendale.
  • Elena Flor, la visione sociale degli istituti di credito è propria del loro DNA ed ha origine dai rapporti che i clienti avevano con le fondazioni bancarie. Dall’anno 2001 Banca Intesa Sanpaolo pubblica un Rapporto di Sostenibilità (inizialmente bilancio sociale) dove viene evidenziato il ruolo che ricopre la responsabilità sociale integrata con la strategia, la reputazione aziendale e la fiducia dei clienti. Un primo tema emergente per le banche è quello della digitalizzazione di molti servizi che hanno subito una sensibile trasformazione e questo comporta un aumento degli investimenti in ICT nell’interesse dei clienti e per la gestione dei rischi derivanti da frodi informatiche ed un secondo tema emergente è quello energetico che impone anche alle banche di prestare attenzione all’ambiente erogando i finanziamenti in modo responsabile. Nell’anno 2017 verrà posta attenzione alla certificazione del reporting, alla comunicazione e la formazione interna, al welfare aziendale e molto importante è l’attività dell’Innovation Center di Intesa Sanpaolo a Torino di monitoraggio, accelerazione e matching delle più promettenti start-up internazionali e italiane la cui finalità non è quella effettuare erogazioni a fondo perduto ma investimenti con un profilo di rischio più contenuto e l’attesa elevati ritorni.
    Ulteriori impegni sono il rinnovo del codice etico che cambia in relazione all’ambiente esterno e la programmazione di incontri trasversali con le unità di business per portare avanti progetti comuni dove la CSR è un incubatore di idee con una propria funzione interna oltre a quella di reporting e di comunicazione agli investitori.
  • Andrea Valcalda, in Enel la funzione di “Innovation e Sustainability” riporta direttamente all’Amministratore Delegato ed è una leva strategica, coerente con la sua Mission, che consente di attrarre i migliori talenti. Fare un impianto a carbone con una tempistica di otto anni comporta un rischio finanziario che non è più sostenibile e agli investitori deve essere dato un ritorno in tempi molto più brevi. Solo così si ha anche un impatto positivo sugli SDGs e centrale è il tema della creazione del valore condiviso e la valutazione degli impatti sulle comunità locali, la loro crescita e progresso. Importante è valutare il momento in cui integrare la sostenibilità realizzando partnership di lungo termine con le comunità locali. La visione strategica open power stimola l’apertura a collaborazioni con centri di ricerca e start up e la ricerca di nuove partnership.
  • Luciano Pirovano, tra le principali marche del Gruppo Bolton figura quella del Tonno Rio Mare e fin dall’anno 2009 la società ha prestato grande attenzione all’integrazione della sostenibilità nel business, ha adottato politiche di CSR, elabora un report di sostenibilità denominato la Giusta Rotta e tutti i suoi prodotti sono sostenibili.
    Strumento di maggior rilievo per l’integrazione della sostenibilità nel business è il sistema di gestione inteso come “tracciabilità” in quanto ritenuto fondamentale anche per la lotta alla pesca illegale e consente la diffusione di politiche di sostenibilità. Fondamentale è la governance per integrare la sostenibilità nel business e bisogna focalizzare l’attenzione sulla domanda e su cosa chiedono i consumatori. La sostenibilità aiuta l’azienda ad essere conosciuta all’estero. 
  • Filippo Bocchi, il Gruppo Hera, multiutiliy leader nei servizi ambientali, idrici ed energetici, pubblica un bilancio di sostenibilità che riveste un ruolo centrale nell’organizzazione, è uno dei fattori abilitanti per l’integrazione della sostenibilità e deve essere utilizzato per comunicare il modo di essere dell’impresa. Importante è il commitment da parte del Board e la coerenza nel corso degli anni. Con il Bilancio di Sostenibilità Hera comunica agli stakeholder cosa avevamo detto di fare … (obiettivi) cosa abbiamo fatto … (risultati) e cosa faremo …. (target futuri) in un documento sintetico di novanta pagine.
    Si è in presenza di uno scenario in forte evoluzione sia per lo stimolo della Direttiva Europea 2014/95/UE e le richieste da parte dei consumatori che comporta un mutamento del concetto di reporting, dopo anni di teoria ora è arrivato il momento di agire e lo stesso accordo sul clima raggiunto a Parigi nel dicembre 2015 (COP21) ha rappresentato un importante evento in quanto ha reso evidente il problema del cambiamento climatico e la necessità di soddisfare i bisogni sociali inappagati nella direzione della sostenibilità ed il rispetto dell’ambiente attraverso la creazione di un valore condiviso e la capacità di fare business in quanto questa è la richiesta degli investitori.
    Lo Shared Value è un approccio nuovo e può rappresentare una nuova frontiera del reporting inoltre deve essere prestata attenzione al sistema incentivante attraverso una adeguata Balance Scorecard e in Hera il 22% della quota del bonus dei dirigenti è collegato con la sostenibilità.
    Importanti sono le iniziative di partnership tra aziende e terzo settore con la sfida di ridurre i costi e creare nuove fonti di ricavo.     

Instant pool

  • Domanda n. 1: Cosa significa integrare la sostenibilità nel business? – il 46% dei voti (il 56,4% campione EY) sono stati assegnati alla capacità di misurare e monitorare gli impatti ambientali, sociali ed economici del business mentre un punteggio molto basso pari al 4% dei voti (8% campione EY) è stato assegnato al tema della comunicazione non finanziaria, associata al concetto di integrazione.
  • Domanda n. 2: E’ condivisibile questa affermazione - Integrare la sostenibilità nel business significa ripensare e ridefinire la strategia e i processi operativi per affrontare il cambiamento e rispondere ai bisogni e alle aspettative del mercato e della società, con l’obiettivo ultimo di accrescere la competitività e sostenere la redditività duratura – il 59% dei votanti hanno indicato “molto”.
  • Domanda n. 3: La sua azienda investirà nell’integrazione della sostenibilità nei prossimi 3 anni? – il 61% dei voti (il 44,6% campione EY) sono stati assegnati alla risposta “più di oggi” mentre il 26% (il 4,6% campione EY) ha risposto “meno di oggi”.
  • Domanda n. 4: Quanto il tema dell’integrazione della sostenibilità condizionerà il business della sua azienda nei prossimi 3 anni? - il 46% dei voti (il 12,5% campione EY) sono stati assegnati alla risposta “moltissimo” mentre il 22% (il 22,9% campione EY) ha risposto “molto”.

Conclusioni

  • Adriana Spazzoli, in Mapei, azienda leader mondiale nel settore della chimica per l’edilizia, non abbiamo un responsabile della CSR in quanto è integrata in tutte le funzioni aziendali. Le piccole aziende, al contrario di quelle di maggiore dimensione, possono incontrare difficoltà ad entrare nel mondo della sostenibilità e devono considerare tutta la filiera produttiva.

Andrea Gasperini
Responsabile Aiaf  “Mission Intangibles®”