Osservatorio ESG

Lunedì, 12 Giugno, 2017

IL MONDO ESG IN RIVOLTA CONTRO  CAPITAN TRUMP

Il gruppo di lavoro di Aiaf Mission Intangibles, responsabile Andrea Gasperini, in collaborazione con Federica Doni dell’Università di Milano-Bicocca ed Emanuele Plata Presidente della Fondazione Planet Life Economy Foundation (PLEF) da oltre un anno ha avviato un progetto di ricerca denominato “Disclosure of climate risks and ESG information” i cui risultati sono stati anticipati in data 3 maggio 2017 ad un convegno organizzato presso l’Università di Milano-Bicocca e sono in corso di pubblicazione sul Quaderno Aiaf n. 173.

A tale progetto hanno partecipato oltre quaranta organizzazioni appartenenti all’industria e al settore finanziario, fornitori di indici ESG, investitori a lungo termine quali fondi pensione, compagnie di assicurazione e, più recentemente gli ordini religiosi, think tank, associazioni, asset manager, società di ricerca sui fattori ESG e gli investimenti responsabili. Tra tutte queste, in quanto particolarmente attive sul tema del climate change, abbiamo chiesto alla società inglese Carbon Tracker, alla società americana Fossil Free Indexes e alla società South Pole Group con sede a Zurigo di esprimere il loro parere sulla decisione presa il primo giugno dal Presidente Donald Trump di far uscire l’America dall’accordo sul clima di Parigi 2015 (COP21). 

 

Carbon Tracker è un think tank not-for-profit che si occupa di finanza ed energia. Il nostro obiettivo è quello di assicurare un sistema energetico globale sicuro allineando i mercati finanziari al tema del cambiamento climatico. - www.carbontracker.org

 

Dichiarazione sul ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi

 “La decisione dell’amministrazione Trump di uscire dall’accordo di Parigi 2015 è un fallimento economico e di leadership di proporzioni colossali che isolerà purtroppo gli USA sul lato sbagliato della storia. Nonostante ciò, il resto del mondo insieme ad aree chiave dell’economia statunitense, come la California, andranno avanti con l’attuazione dell’accordo in ogni caso. La nostra analisi finanziaria mostra senza dubbio che la transizione low carbon è in corso ed è guidata da un’inarrestabile innovazione tecnologica. La generazione di nuove energia da risorse rinnovabili ha superato la produzione di nuova energia da carbone. Negli USA soltanto i posti di lavoro nel settore del solare sono cresciuti del 25% l’anno scorso, più che nei settori del petrolio, carbone e gas”.

Anthony Hobley, CEO Carbon Tracker Initiative

Fossil Free Indexes (FFI) crea strumenti per comprendere e misurare i rischi finanziari connessi al cambiamento climatico. Le nostre classifiche, The Carbon Underground 200TM e The Underground Carbon Underground Tar Sands 20TM, servono da base per prodotti, portafogli, e fondi ESG /SRI per singoli investitori, proprietari di investimenti istituzionali, consulenti di investimento, e asset manager. www.fossilfreeindexes.com

 

 Commento integrale in inglese - Statement on the US withdrawal from the Paris Agreement

 Abbandonare l’Accordo di Parigi: quando la politica scavalca l’economia, la scienza e la ragione

“Il 1° giugno, il presidente Trump ha annunciato la sua intenzione di ritirarsi dall’accordo di Parigi. Ci aspettiamo che le ripercussioni politiche e finanziare di questa decisione saranno negative e notevoli per gli Stati Uniti. Com’è ben noto, l’adesione di 195 firmatari all’accordo di Parigi dimostrò un impegno mondiale senza precedenti per ridurre le emissioni di carbonio nel tentativo di evitare i peggiori effetti climatici del riscaldamento globale.
Non c'è dubbio che un’inversione statunitense rispetto a Parigi rappresenta un tradimento di quest’impegno, e rallenterà i cambiamenti politici necessari per ridurre le emissioni.  La negazione della crescita delle energie rinnovabili, per non dire nulla del rifiuto di riconoscere i rischi alla sicurezza umana e ambientale che gli eventi climatici estremi pongono, dimostra un’abdicazione della responsabilità e un’ignoranza delle tendenze economiche, della ricerca scientifica e, francamente, della ragione. Possiamo solo supporre che la decisione del Presidente di mantenere questa promessa è motivata puramente dall’ideologia politica.
Crediamo comunque che gli investitori continueranno a seguire le tendenze economiche, le quali continuano a indicare l’accelerazione della crescita delle fonti energetiche rinnovabili. Nonostante l’elezione di Trump, i grandi investitori continuano ad agire sui rischi climatici. Le strategie variano da investitore a investitore: alcuni scelgono il disinvestimento; altri, come la maggioranza di azionisti di Exxon Mobil ha dimostrato a maggio, preferiscono l’impegno. Qualunque percorso scelgano, Fossil Free Indexes continuerà a sostenere questi investitori, aderendo a un tema semplice: che l’allontanamento dai combustibili fossili è inevitabile, e che il mondo, nonostante l'annuncio di Trump, continuerà il suo percorso verso un futuro di energia pulita”.

Christopher Ito Chief Executive Officer e Lucy Di Rosa Director of Communications Fossil Free Indexes

 Commento integrale in inglese - Leaving the Paris Agreement: When Politics Trump Economics, Science, and Reason

South Pole Group è una società leader di soluzioni e servizi di sostenibilità a livello globale. Per oltre un decennio l’azienda ha fornito soluzioni “climate-friendly” ad un’ampia gamma di organizzazioni pubbliche, private e della società civile. South Pole Group fornisce valore aggiunto ai propri clienti nelle aree chiave della sostenibilità di impresa, della consulenza pubblica, delle filiere produttive sostenibili, della finanza verde, dell'energia rinnovabile e dell'efficienza energetica. Il portafoglio di South Pole Group, pioniere in progetti di riduzione delle emissioni e di energia rinnovabile, è attualmente il più grande disponibile sul mercato. www.thesouthpolegroup.com o @southpolegroup 

 

Il capitano di una nave che sta affondando: Perché la decisione di Trump di uscire dall’accordo di Parigi non scoraggerà il resto del mondo

“L'Accordo di Parigi, risultato di milioni di ore di ardui negoziati, è stato adattato con estrema diligenza al fine di soddisfare le esigenze, spesso contrastanti, dei maggiori paesi ‘’inquinatori’’ come Cina, Stati Uniti ed India. Finalmente è stato approvato e firmato da 195 nazioni in tutto il mondo. Ora, gli Stati Uniti hanno deciso di unirsi agli unici due paesi che non ne fanno parte: Nicaragua e Siria. Vale la pena notare che, mentre il Nicaragua ha deciso di non aderire perché le sue ambizioni erano molto più alte1  e la Siria non ha firmato a causa delle ovvie limitazioni legate al conflitto civile in corso, la decisione di Trump è ben radicata nella sua presunta convinzione per cui il cambiamento climatico è una sorta di grande truffa, ignorando sia i risultati della ricerca scientifica sia il recente trend a livello economico.

Non molte persone vogliono continuare a navigare con Trump

A prima vista, l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi potrebbe essere vista come una catastrofica retro-marcia lungo il percorso di transizione verso un mondo resiliente ai cambiamenti climatici e caratterizzato da una bassa impronta di anidride carbonica. Allo stesso tempo, quanto accaduto sembra aver consolidato l’interesse attorno al cambiamento climatico in vari settori economici e diverse aree geografiche. La decisione di Trump ha chiaramente generato un’enorme quantità di articoli, blog, discussioni, tweets sull'importanza di contrastare il cambiamento climatico in atto. Improvvisamente, il mondo sembra essersi elettrizzato ed eccitato, occupandosi di un argomento che prima del ritiro degli Stati Uniti da Parigi non era necessariamente una notizia di primo piano.

La vigorosa reazione di molti esponenti del mondo della politica e degli affari mette in evidenza come la decisione frenetica di Trump sembri completamente anacronistica, essendo antitetica al consenso scientifico e pubblico che sempre più ritiene il cambiamento climatico come un urgente minaccia di portata globale, Anche alcuni dei più grandi produttori  di gas ad effetto serra del mondo non sono d'accordo con la decisione del Presidente Trump, che ora si trova quindi ad affrontare una certa opposizione che, fino a poco tempo fa, sarebbe stata molto improbabile2. Exxon Mobil Corp. e ConocoPhillips, due dei più grandi produttori di petrolio a livello mondiale, hanno espresso il loro malcontento di lasciare il tavolo dei negoziati3. Le ragioni dietro alla loro netta presa di posizione devono essere ricercate sia nella pressione a cui le più grandi compagnie petrolifere sono soggette da parte dei loro azionisti4 sia nella crescente preoccupazione attorno ai cosiddetti cosiddetti “stranded assets”, o “beni immobilizzati”, che potrebbero influenzare pesantemente i loro profitti. Oltre al settore petrolifero e del gas, Elon Musk di Tesla e Bob Iger della Walt Disney, illustri imprenditori e membri chiave dei consigli di affari della Casa Bianca, hanno annunciato la loro uscita dai gruppi di consulenza a seguito dell'uscita americana dall’accordo di Parigi5. 

Lasciare l’accordo ha anche generato tensioni nella sfera della relazioni internazionali, con molti leader europei, asiatici e anche americani che hanno lanciato dichiarazioni di disapprovazione. L’ex segretario di Stato degli USA John Kerry ha fortemente criticato la decisione di Trump affermando come “il presidente che ha dichiarato di mettere l'America al primo posto ha ora messo l’America in fondo all’agenda6”. Grande dissenso è stato manifestato anche a livello sub-nazionale, dove i vari Stati americani e le città hanno ribadito il loro impegno a proteggere il clima, l’ambiente e i loro cittadini7. Per esempio, mentre Trump, non lasciandosi scappare l’ennesima occasione di sottolineare come le sue intenzioni siano guidate esclusivamente da interessi domestici, ha respinto la natura “estranea” dell'accordo affermando di servire “i cittadini di Pittsburgh, non di Parigi”, il sindaco di Pittsburgh ha confermato la sua volontà di onorare l'accordo di Parigi8.

Inoltre, l’opinione pubblica americana sembra in gran parte opporsi alla decisione di abbandonare l'accordo di Parigi. Recenti sondaggi hanno mostrato come, in tutti i 50 Stati, la maggior parte dei cittadini americani - tra i quali molti elettori di Trump possono essere identificati - sostengono di gran lunga la partecipazione statunitense all'accordo sul clima9.

La maggior parte dei Leader mondiali hanno allineato la loro direzione di crociera verso un mondo low-carbon

Nel complesso, sembra chiaramente che Trump e la sua decisione di estromettere gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi non siano in grado di ostacolare né la crescente consapevolezza attorno al cambiamento climatico come minaccia di portata mondiale né gli sforzi in atto che mirano alla decarbonizzazione dei mercati e dei settori produttivi e a rendere le società resilienti agli stimoli climatici.

I governi vogliono meglio comprendere l’esposizione delle rispettive economie ai rischi e agli impatti climatici e iniziano a rendersi conto del fatto che il loro merito creditizio è influenzato dal cambiamento climatico10. Con i mercati e le aziende che cercano di svincolarsi dai combustibili fossili, gli investitori sono sempre più consapevoli che investire in progetti, società e paesi richiede di integrare le considerazioni relative al cambiamento climatico nel processo decisionale degli investimenti basandosi su dati esaustivi e robuste metodologie nonché assicurando adeguati livelli di trasparenza per tutte le parti interessate11. Prominenti attori del settore tecnologico, sottolineando come la decisione di Trump sia dannosa sia per l'ambiente sia per la crescita economica, hanno confermato che continueranno il percorso verso, tra l'altro, la transizione dei loro centri di elaborazione dati ad alta intensità energetica verso l’utilizzo di energia rinnovabile al 100%12. Se, da un lato, la decisione di Trump può temporaneamente rallentare l’inevitabile transizione verso un mondo low-carbon, i cosiddetti smart business sono sempre più consapevoli delle tendenze economiche che continuano ad indicare una forte crescita delle fonti di energia rinnovabili13.

Il cambiamento climatico rappresenta un problema per qualsiasi categoria di reddito e per ogni settore dell’economia, e pertanto azioni organiche sono richieste da tutte le parti interessate. In particolare gli attori non-governativi hanno il potenziale di massimizzare gli sforzi istituzionali catalizzando e sfruttando investimenti, soluzioni produttive e tecnologiche e sostegno pubblico strumentali per questo obiettivo condiviso di salvaguardia del pianeta e della società. Riportando le parole dell’ex presidente Barack Obama, la leadership americana che ha permesso l’entrata in vigore dell’accordo di Parigi è stata resa possibile “dall'innovazione privata e dagli investimenti pubblici in industrie chiave come l’eolico ed il solare14”. Stati, città ed imprese possono oggi riempire una parte del vuoto di leadership e consentire un cambio di marcia nell’ambizione climatica. A testimonianza di ciò, l'ex sindaco di New York City Mike Bloomberg ha recentemente destinato 15 milioni di dollari al fine di assicurare che gli Stati Uniti possano adempiere all’accordo di Parigi15.

Riassumendo, Donald J. Trump potrebbe aver catalizzato la più grande campagna climatica nella storia e South Pole Group, come azienda leader nella sostenibilità e nella lotta al cambiamento climatico, sarà in prima linea in questa campagna. Continueremo a sviluppare le nostre competenze per aiutare altri pionieri a navigare in questo spazio climatico sempre più complesso e ad accogliere nuovi avventurosi lungo questo emozionante viaggio”.

Patrizio Trapletti - Analyst, Finance Team South Pole Group

1.  http://www.climatechangenews.com/2015/11/30/nicaragua-to-defy-un-in-climate-pledge-refusal/

2.  http://www.cnbc.com/2017/06/01/big-businesses-disapprove-of-trumps-decision-to-walk-away-from-paris-accord.html

3.  https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-05-31/exxon-conoco-back-paris-climate-deal-as-trump-weighs-pact-exit

4.  http://www.independent.co.uk/news/world/americas/us-politics/trump-paris-agreement-climate-change-oil-companies-shell-bp-exxon-urge-president-stay-in-a7745666.html

5.  https://www.ft.com/content/71a43384-4707-11e7-8d27-59b4dd6296b8

6.  http://www.npr.org/2017/06/02/531173457/john-kerry-weighs-in-on-the-u-s-withdrawing-from-climate-agreement

7.  https://electrek.co/2017/06/01/in-response-to-us-pulling-out-of-paris-agreement-us-states-step-in-to-commit-to-protecting-the-environment-and-their-citizens/

8.  https://www.vox.com/policy-and-politics/2017/6/1/15726656/pittsburgh-mayor-trump-paris

9.  http://climatecommunication.yale.edu/publications/paris_agreement_by_state/

10. In this regard, please see: Global Footprint Network and South Pole Group (December 2016), Carbon Disclosure and Climate Risk In Sovereign Bonds   http://www.footprintnetwork.org/content/documents/2016-Carbon_Sovereign_Bonds.pdf

11. Please see: IGCC and AIGCC (April 2017), Transparency in Transition - A Guide to Investor Disclosure on Climate Change http://www.thesouthpolegroup.com/news/transparency-in-transition

12. http://uk.businessinsider.com/google-facebook-tech-companies-react-trump-paris-accord-withdrawal-2017-6/?r=US&IR=T/#google-ceo-sundar-pichai-1

13. http://blog.thesouthpolegroup.com/navigating-the-twists-and-turns-towards-a-low-carbon-economy/

14. http://www.washingtonexaminer.com/obama-says-trump-joins-a-small-handful-of-nations-that-reject-the-future-by-withdrawing-from-paris-agreement/article/2624718

15. https://www.bloomberg.org/press/releases/bloomberg-philanthropies-commits-15-million-fill-budget-gap-left-trumps-revoking-us-support-un-climate-treaty/

 

Andrea Gasperini
Responsabile Aiaf “Mission Intangibles®”