Osservatorio ESG

Lunedì, 19 Giugno, 2017

ANCHE UNIPOL SOTTOSCRIVE UNA POLIZZA ESG

Il 15 Giugno 2017 il Gruppo Unipol ha presentato a Milano il suo primo Bilancio Consolidato Integrato 2016 predisposto sulla base dei principi dell’International Integrated Reporting Council (IIRC).

Tale documento unisce pertanto, in una visione d’insieme, le informazioni contenute nel tradizionale bilancio consolidato annuale con la comunicazione degli impatti ambientali, sociali e la governance illustrando il modello di business in base all’analisi dei sei capitali e la capacità di creare valore. Nella predisposizione del Bilancio Integrato sono stati considerati, su base volontaria, gli ambiti di rendicontazione previsti dal Decreto Legislativo 254 del 30 dicembre 2016, recante attuazione della Direttiva 2014/95/UE, in tema di disclosure di informazioni non economico-finanziarie.

Hanno partecipato all’evento importanti personalità istituzionali, accademiche e aziendali e di seguito viene presentata una sintesi degli interventi che sono stati fatti. 

Introduzione al tema

  • Butch Bacani Programme Leader, UN Environment’s Principles for Sustainable Insurance Initiative

Sono stati presentati i Principles for Sustainable Insurance: una tabella di marcia globale per guidare il cambiamento sistemico.

Principio n. 1 (Own business strategies & operations): Incorporare nel processo decisionale le tematiche ambientali, sociali e di governance pertinenti al business assicurativo.
Principio n. 2 (Clients & business partners): Collaborare assieme ai clienti e i business partner per accrescere la consapevolezza sui temi ambientali, sociali e di governo, gestire i rischi e sviluppare le soluzioni.
Principio n. 3 (Governments, regulators & other key stakeholders): Collaborare con i governi, i regolatori e altri attori chiave per promuovere un’azione diffusa in tutta la società sui temi ambientali, sociali e di governance.
Principio n. 4 (Public): Dimostrare accountability e trasparenza nell’informare regolarmente i nostri progressi nell’attuazione dei Principi.

  • Stefano Zambon Professore Ordinario in Economia Aziendale UNIFE, Segretario Generale NIBR

Dopo venticinque anni di rendicontazione sociale e di sostenibilità il Gruppo Unipol ha fatto una scelta molto importante predisponendo il suo primo Bilancio Integrato in quanto dopo oltre cinquecento anni dalla fine del 1400 con la definizione della partita doppia a cura del monaco francescano Luca Pacioli è ora in atto una progressiva evoluzione dei sistemi di reporting e si sta andando verso il reporting integrato che consente di comprendere perché una impresa crea valore e come viene comunicato. La comunicazione relativa alla strategia e alla governance deve essere sintetica e riflettere una visione futura di lungo termine.

Il report integrato ha come principali fruitori i fornitori di capitale finanziario e consente di rappresentare quali sono le risorse di input di cui dispone l’impresa, il suo modello di business i prodotti e quindi gli impatti non solo quelli finanziari ma relativi a tutti i capitali.  

Presentazione del Bilancio Consolidato Integrato 2016

  • Carlo Cimbri Amministratore Delegato Gruppo Unipol

Unipol presta attenzione non solo ai numeri ma anche a come vengono generati. Viviamo in un mondo complesso ed il rischio è quello di un eccesso di informazioni che nessuno legge quindi lo sforzo che deve essere fatto è quello di rendere semplice e di qualità la comunicazione.La tempestività nell’accountability è molto importate, bisogna costruire una cultura interna all’impresa e pensare ad una rendicontazione più ampia ed importante è la pianificazione, la cultura del rischio nonché la sostenibilità al fine di individuare gli elementi che consentono di far comprendere quali sono i caratteri distintivi rispetto ai competitors. Unipol ha quindi deciso di predisporre il suo primo Bilancio Consolidato Integrato adottando un approccio trasversale, in grado di connettere tra loro obiettivi, attività e capitali che consentono di comprendere l’intero spettro delle ricadute, esterne ed interne, derivanti dai processi decisionali evidenziando la capacità del Gruppo di creare valore nel medio, lungo termine per tutti i propri interlocutori, utilizzando al meglio i diversi capitali.

Uno degli asset principali è la reputazione e devono essere quindi presidiati i rischi sia emergenti sia quelli reputazionali prestando attenzione anche a quelli informatici (cyber risks) e al cambiamento climatico stimolando il dibattito per la ricerca di soluzioni.I principali outcome del Bilancio Integrato sono quindi l’aumento di fiducia e di attrattività da parte degli stakeholder, il contributo alla riduzione degli effetti del cambiamento climatico, la soddisfazione dei bisogni di sicurezza e di benessere sociale, il sostegno e promozione tramite le scelte di investimento, di imprese sostenibili e il contributo alla crescita del sistema Paese, supportando lo sviluppo delle PMI e l’incremento di consapevolezza Assicurativa.

 

Tavola Rotonda

Moderatore: Maria Luisa Parmigiani, Sustainability Manager Gruppo Unipol

  • Raffaele Jerusalmi Amministratore Delegato Borsa Italiana

I temi presentati nel corso del convegno sono molto attuali ed è stato ricordato che il 9 Febbraio 2017 il London Stock Exchange Group (LSEG) ha presentato presso la sede di Londra la guida Revealing the full picture – Your guide to ESG reporting focalizzata sulle best practice di reporting volontario dei fattori ambientali, sociali e la Governance (ESG) e il cui obiettivo è quello di raccomandare agli emittenti l’integrazione della sostenibilità nei sistemi di reporting e nella comunicazione agli investitori.

In una recente classifica sulla capacità di disclosure la società FTSE Russel ha classificato l’Italia al quarto posto collocata molto bene con riferimento alle tematiche sociali e quelle ambientali mentre più debole risulta il posizionamento per quanto riguarda il tema della governance dove pesa in negativo la valutazione della corruzione.

Gli investitori sono sempre più attenti a questi temi che stanno diventando un fattore di differenziazione ed il 10 Luglio Borsa Italiana ha promosso il “Sustainability day”.Molte sono le attività di sostenibilità che le aziende fanno le quali tuttavia non sempre ricevono adeguata visibilità esterna e quindi con riferimento alla comunicazione possono essere fatti ancora dei passi in avanti e solo gli investitori possono fare la differenza investendo in business sostenibili.

  • David Lomas Head of BlackRock’s Global Financial Institutions Group

Temi di attenzione da parte di BlackRock sono le attività di stewardship, gli impatti di lungo termine, la comunicazione sui climate risks e i fattori ESG, il capitale umano e la governance.

Il Report integrato è fondamentale per aiutare a comprendere la creazione del valore ed in particolare l’attenzione per il tema ESG è al centro di una crescita straordinaria, vengono considerati tutti i dati ESG per singolo titolo.I clienti, tra i quali la generazione dei Millennial è ritenuta molto interessante, sono attenti non solo alle performance dei loro portafogli ma sempre più chiedono quale è il carico di CO2 e quali sono gli impatti ESG e quali sono le possibilità di migliorarli.

  • Franco Biscaretti di Ruffìa Segretario Generale AIAF

Premesso che né un Report Integrato né un bilancio di Sostenibilità corrispondono alla Dichiarazione di carattere non finanziario richiesta dal D.Lgs. 254/2016 tutte quelle società che da più anni hanno già avviato un percorso di comunicazione ai mercati finanziari delle informazioni sui fattori ambientali, sociali e la governance, identificati con l’acronimo inglese ESG, più delle altre sono ora in grado di affrontare anche questo cambiamento di paradigma imposto dal passaggio da una informativa volontaria ad un obbligo di legge.
Le società che non dimostrano ancora una elevata sensibilità nei confronti delle informazioni di carattere non finanziario, tenuto conto che lo stesso IIRC riconosce che per la predisposizione di un vero Report Integrato sono necessari almeno tre anni nel corso dei quali le imprese devono anche adottare un processo di reporting integrato e da parte del board aziendale è necessario un approccio per la definizione della strategia denominato di Integrated Thinking la Dichiarazione di carattere non finanziario può essere percepita come una buona opportunità per iniziare questo “journey” verso un vero Report Integrato sia da parte di quelle società che saranno obbligate a presentarla e sia da parte di quelle che vorranno, su base volontaria, redigere e pubblicare una Dichiarazioni non finanziaria conforme che si attiene a quanto disposto dal decreto legislativo.
In Aiaf abbiamo avviato la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato all’analisi delle richieste del D.Lgs. 254/2016 il cui obiettivo è quello di definire un set minimo standardizzato di informazioni di carattere non finanziario ed i relativi indicatori di performance (KPI) che le imprese dovranno comunicare per via della nuova legge ed inserire nella Dichiarazione di carattere non finanziario e verranno richieste dagli analisti finanziari. 

Andrea Gasperini
Responsabile Aiaf “Mission Intangibles®”