Osservatorio ESG

Lunedì, 3 Luglio, 2017

L'INDIPENDENTE È GARANTE ANCHE DELL'INFORMAZIONE NON FINANZIARIA

Presso la sede di UBI Banca a Milano si è tenuto il giorno 28 Giugno 2017 il convegno Ned-UBI Banca “L’informativa non finanziaria ex D.lgs. 254 del 30 dicembre 2016. Quale nuova leadership per gli amministratori indipendenti?” Hanno partecipato all’evento importanti personalità istituzionali, accademiche e aziendali e di seguito viene presentata una sintesi degli interventi che sono stati fatti.

Apertura dei lavori: Saluto e introduzione dei lavori

  • Letizia Moratti, Presidente Consiglio di Gestione UBI Banca

E’ in atto un trend in ambito di sostenibilità ed informazioni non finanziarie alla cui base vi sono iniziative internazionali di engagement quali i 17 SDGs dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e gli standard del GRI che rafforzano la reportistica sulla sostenibilità, obiettivi e regolamentazioni più stringenti quali il D.Lgs. 254/2016 in attuazione della direttiva europea 2014/95/UE e il quadro per il clima e l’energia 2030 e forme giuridiche innovative quali quelle delle Benefit Corporation.
Tale trend è confermato anche da una crescita dei volumi della finanza sostenibile attraverso la nascita di prodotti SRI compliance che consentono rendimenti in linea con quello di altre asset class. Aumenta la disponibilità di informazioni ad impatto, l’interesse da parte dei Millenials i movimenti ed organizzazioni della società civile nei confronti dell’economia circolare e le scelte dei consumatori che non solo prestano attenzione al rapporto tra qualità e prezzo ma anche alla sostenibilità. Sulle tematiche della sostenibilità l’Italia rispetto agli altri paesi ha ancora un gap che deve essere colmato.
Il D.Lgs. 254/2016 deve essere inteso come uno strumento normativo che, attraverso un obbligo di rendicontazione, si pone come obiettivo quello di spingere le aziende a integrare la sostenibilità nelle scelte strategiche di business e le tematiche rilevanti che viene richiesto di trattare sono quelle normalmente considerate dagli analisti/investitori che adottano criteri di analisi di responsabilità sociale / sostenibilità.
Con riferimento ai temi ambientali UBI Banca presta elevata attenzione alle emissioni dei gas serra e agli impatti diretti ed indiretti, tra i temi sociali si considerano quelli delle disuguaglianze, l’occupazione, l’immigrazione & welfare, la formazioni e le competenze, tra i temi di gestione del personale vi è quello della parità di genere, tra i temi dei diritti umani quello della violazione e la non discriminazione e viene considerata la lotta alla corruzione attiva e passiva.
Su tutte queste tematiche è importante generare una cultura aziendale diffusa e solo la consapevolezza nelle società e nelle imprese consente di ottenere dei risultati per un mondo migliore senza evidenti disuguaglianze.

Slide presentate - L’informativa non finanziaria ex D.Lgs. 254 del 30 dicembre 2016

  • Paola Schwizer, Presidente Nedcommunity

Il tema della sostenibilità è centrale sul tavolo dei CdA e quelle società che da anni già producono un bilancio di sostenibilità possono fare da guida per tutte le altre e al centro vi è un cambiamento che è auspicato anche dai mercati.
Gli amministratori indipendenti devono essere garanti dell’informativa in chiave strategica che non deve essere vissuta come una richiesta di compliance ma deve essere valutato il rapporto tra rischio e rendimento e le opportune azioni.
Mancano i KPI di controllo della sostenibilità.
E’ necessario creare le interrelazioni evitando un approccio per silos ma è necessaria l’integrazione nel business anche delle informazioni non finanziarie che devono essere controllabili, l’approccio deve essere forward looking e la definizione del lungo periodo dipende dalla specifica area tematica che viene considerata.
Un miglioramento della qualità dell’informativa viene apprezzato dai mercati e genera extra-rendimenti ed è infine necessario accettare dei cambiamenti nella governance aziendale in quanto sono richieste competenze specifiche e una nuova modalità di approccio a questi temi all’interno del Board aziendale.

Tavola rotonda: con il D.Lgs. 254/2016 la sostenibilità entra in bilancio

Moderatore: Paolo Mazzanti, Askanews

  • Gian Paolo Ruggiero, Ministero dell’Economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro Direzione Sistema Bancario e Finanziario - Affari Legali.

Nel realizzare il recepimento in Italia della direttiva 2014/95/UE si è prestata attenzione a contemperare le diverse esigenze emerse anche nell’ambito delle due consultazioni pubbliche quali quella di mantenere con equilibrio l’aderenza al dettato della Direttiva e, nel contempo, valutare l’introduzione di istituti specifici per l’ordinamento nazionale quando ciò possa costituire un valore aggiunto per il paese evitando di aggravare i costi di compliance per le PMI e al contempo indirizzarle verso la rendicontazione non finanziaria attraverso meccanismi volontari.
E’ stata concessa una flessibilità circa l’adozione degli standard rendicontazione, ivi inclusi i KPIs pur facendo riferimento agli standard esistenti promossi da autorevoli organismi internazionali e sovranazionali; è stato ritenuto prematuro individuare a livello nazionale un unico standard ammissibile (per quanto avrebbe favorito la comparabilità). Comunque, la discrezionalità è corredata da opportuni presidi.
Altrettanto un approccio flessibile è stato concesso per la scelta della collocazione dell’informativa non finanziaria, a condizione che vi sia concomitanza nei tempi tra pubblicazione delle dichiarazioni di carattere non finanziario e i tradizionali documenti di bilancio;
E’ previsto un impianto sanzionatorio rigoroso, proporzionale e dissuasivo con l’assegnazione alla Consob della responsabilità di irrogare le sanzioni con un procedimento in linea con quanto già previsto dal TUF.

Slide presentate - Dalla Direttiva Europea 2014/95/UE al Decreto legislativo 30 dicembre 2016: il percorso e le scelte effettuate

  • Guglielmina Onofri, Consob

La Consob ha avviato una serie di consultazioni con tutti i soggetti coinvolti dalla nuova normativa al fine di individuare i punti di maggiore criticità e ritiene positiva l’elevata attenzione che sta suscitando tale normativa.
Uno dei temi fondamentali è la consapevolezza che questo è un approccio che deve essere inserito nella definizione della strategia aziendale e l’analisi dei rischi e l’introduzione deve essere graduale tenuto conto delle difficoltà.Deve essere prestata attenzione alle modalità con le quali vengono prodotte queste informazioni che devono essere concise, possono essere comunicate nella relazione sulla gestione piuttosto che attraverso documenti separati e la Consob non può incidere più di tanto sulla flessibilità che non deve comunque sminuire la rilevanza della Dichiarazione di carattere non finanziario.
La Consob ha la facoltà di chiedere di integrare le informazioni che sono state fornite, domandare come sono state elaborate e verificare i processi ed eventualmente erogare le sanzioni.   

  • Sara Lovisolo, Borsa Italiana

Il London Stock Exchange Group ha presentato nel mese di febbraio 2017 una guida per il reporting delle informazioni ESG dove l’obiettivo delle informazioni di carattere non finanziario è quello di far emergere la strategia aziendale superando i meri aspetti contabili.E’ fondamentale che le aziende prestino attenzione agli obblighi normativi ma altrettanto devono rispondere alle richieste poste da parte degli investitori.E’ necessario un allineamento agli standard globali e quindi una armonizzazione che consente una comparabilità evitando forme di comunicazione più originali. Tema di assoluto interesse è quello della materialità in quanto non è sufficiente solo prevedere una lista di indicatori ma questi devono essere utili per gli investitori. Il reporting non deve essere un lusso ma deve essere rispettata una proporzionalità anche per le small cap. Infine vengono considerati anche diversi strumenti quali quelli dei green bond.
L’Italia è molto avanti nella comunicazione dei dati ESG per quanto più debole sulla governance.
E’ necessario una continua evoluzione del trend di convergenza dei modelli di reporting e la sostenibilità in quanto stimola le società quotate ad essere sempre più trasparenti e questo è un beneficio anche per la competitività del mercato.

Slide presentate - La guida di Borsa Italiana al reporting ESG

  • Mario Boella, Assirevi
  • Simone Chelini, Assogestioni

Le informazioni di carattere non finanziario hanno un impatto assolutamente finanziario e dove viene meno la sostenibilità si manifestano i problemi. Se l’impresa danneggia l’ecosistema in cui opera è essa stessa che non ha un futuro ed i temi ESG devono essere recepiti anche dal punto di vista culturale.

  • Margherita Bianchini, Assonime 

Il D.Lgs. 254/2016 ha generato un cambiamento significativo e si è arrivati a parlare di questi temi partendo da quello dei rischi, la comunicazione di informazioni non finanziarie sta diventando obbligatoria e questo comporta che l’organizzazione integri nell’attività del Board aziendale questi temi con la strategia e valuti attentamente gli impatti ed è quindi necessaria una revisione delle procedure.
Tra gli aspetti ritenuti di maggior rilievo vi è la scelta della flessibilità come comunicare le informazioni di carattere non finanziario e le imprese che sono più avanti possono essere di esempio di best practice per le altre, rilevante è il tema della materialità e dell’approccio comply or explain in quanto spinge le organizzazioni a guardare al loro interno.
Cambia il ruolo dei Comitati che si occupano di sostenibilità che devono mettere a disposizione del Board anche informazioni di carattere non finanziario sulle quali deve deliberare in quanto non è una funzione delegabile.

  • Fulvio Rossi, CSR Manager Network

Il reporting di sostenibilità è una delle attività principali di cui devono occuparsi le organizzazioni in quanto fa bene alle imprese. Predisporre un reporting di sostenibilità consente alle organizzazioni di accrescere la consapevolezza su questi temi e il D.Lgs. 254/2016 deve essere considerato un elemento scatenante.
Spesso si cerca di produrre un numero di indicatori maggiormente elevato prendendo acriticamente spunto da quelli standard del GRI ritenuti essere di interesse comune e compito del lettore del bilancio è comprendere quali sono quelli più significativi.
Si ritiene che il GRI enfatizza la rilevanza delle informazioni ambientali e sociali per gli stakeholder mentre IIRC per la creazione del valore.
Nel rapporto tra volontarietà ed obbligo un problema è quello della tempistica nella raccolta dei dati ed è quindi necessario intervenire sui processi. Non necessariamente il perimetro di comunicazione dei dati è coincidente e la frammentazione delle informazioni non è ritenuta l’ideale tuttavia spesso si hanno esempi in cui è necessaria per evitare una duplicazione.Importante è l’attenzione alla materialità, tema centrale per comprendere la rilevanza delle informazioni, per definire che cosa includere nella dichiarazione di carattere non finanziario e devono essere considerati i processi che hanno portato a definire determinate informazioni.Con riferimento al tempo bisogna definire se “oggi” piuttosto che un “orizzonte temporale strategico”.  

Il commitment del Board

Patrizia Giangualano 

  • 1. Intervista il presidente di A2A Giovanni Valotti

Obiettivo di A2A è meno finanza e più territorio.
Importante è il posizionamento strategico dell’impresa dove la sostenibilità è ritenuta un fattore strategico e competitivo apprezzata anche da molti fondi etici.A2A ha preso spunto dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per definire la sua politica di sostenibilità al 2030 che considera i temi dell’economica circolare, il processo di decarbonizzazione, smartness nelle reti e nei servizi e people innovation.
Grande sforzo è fatto per individuare gli indicatori dove la politica di sostenibilità deve avere degli obiettivi precisi ed essere considerata nella definizione degli MBO.
Necessario è il coinvolgimento del management aziendale attraverso una serie di incontri ed un approccio di lungo termine nel corso del quale monitorare la sostenibilità.
Il modello di A2A è articolato sulla base degli standard del GRI e di IIRC per la definizione di dati che devono avere la caratteristica di essere certificabili.
Anche il bilancio di sostenibilità di A2A è un report integrato con il territorio in cui A2A opera e per questo sono stati promossi dei forum multistakeholder per la definizione di progetti in ogni singolo territorio.
Il vertice aziendale deve essere realmente committed e si è costituito quindi un Comitato di territorio e sostenibilità il cui compito è quello di portare a conoscenza dell’azienda i vari progetti creando una cultura condivisa sulla sostenibilità.
Tra le varie iniziative vi è quella della Banco dell’energia Onlus il cui compito è quello donare energia e gas di fare una raccolta di fondi da destinare ai nuovi poveri, persone che spesso non si rivolgono per un aiuto ai tradizionali servizi sociali e finiscono in una situazione di povertà cronica. 

  • 2. Analizza i risultati della ricerca Nedcommunity con Livia Piermattei del Comitato Scientifico

Presentazione della ricerca “Integrated Thinking e Governance nei Board – risultati della survey Amministratori e sindaci”.
Le aziende che operano con una reale visione di lungo termine hanno costantemente sovraperformato i loro competitors dal 2001 al 2014 con riferimento ai principali indicatori finanziari.
Per quanto riguarda in particolare la nuova normativa sulle informazioni non-fnancial dalla ricerca condotta da Nedcommunity emergono ancora dei punti di miglioramento ad esempio con riferimento all’indicazione che solo il 51% dei CdA è stato informato in merito all’introduzione delle direttiva 2014/95/UE e tra questi il 68% ritiene che tale norma non modifica in modo significativo il ruolo del CdA.   

Slide presentate - Risultati della Survey “Amministratori e Sindaci” 

Tavola rotonda: esperienze a confronto

 Moderatore: Luca Testoni, Etica News

  • Antonia Di Bella, Assicurazioni Generali – Interpump

I rischi devono essere considerati all’interno della società e devono poi guidare alla materialità indicando quali informazioni devono essere riportate nella Dichiarazione non finanziaria, necessario è il collegamento tra la strategia e lo sviluppo dei prodotti assicurativi, importante è la qualità delle informazioni che devono essere raccolte, il processo di acquisizione anche da parte delle società controllate.
Deve essere migliorata la gestione dei rischi ed è quindi necessaria una buona governance e modalità di reporting ed altrettanto importante è l’attività dei revisori.

  • Umberto  Simonelli, Brembo

Punto di partenza è stato il bilancio degli intangibili dell’anno 2001 in quanto gli intangibili sono elementi costitutivi del Business. Uno dei principali temi che sono stati affrontati è quello della corruzione in quanto ha un impatto diretto sul valore del marchio. 

  • Maria Pierdicchi, Luxottica – Autogrill

Luxottica ha un DNA diffuso sui temi della sostenibilità il cui impegno è partito dalla identificazione dei principali stakeholder e delle loro aspettative ed una mappatura delle attività nelle varie aree di business e geografiche.
La visione di Sostenibilità di Luxottica è fondata su quattro pilastri che corrispondono a specifici impegni, azioni concrete e obiettivi sempre più impegnativi per il Gruppo definiti nella capacità di eccellere a tutti i livelli con una adeguata governance che prevede l’applicazione di un codice etico in tutta la catena della fornitura, il visual well-being, il social equity e la protezione dell’ambiente.

Slide presentateLuxottica’s Vision of Sustainability

  • Sabrina Bruno, SNAM

Snam presta attenzione all’ambiente ed ha costituito un Comitato di Sostenibilità. Un obiettivo che ci si è posti è quello di migliorare il Bilancio Integrato prestando attenzione alle best practice riferite alle tematiche ESG e alla quota del valore di SNAM che viene distribuita a tutti gli stakeholder. Le tematiche di sostenibilità devono essere incluse nel piano strategico dove gli aspetti ambientali sono fondamentali.
Vengono poi presi contatti non solo con gli investitori SRI ma anche con quelli mainstream in quanto il tema della sostenibilità interessa a tutti.

  • Barbara Cominelli, Vodafone Italia – ERG

Da tempo questi temi sono considerati strategici e vengono quindi valutati contestualmente alla definizione della strategia e la comprensione degli impatti che generano.
Con riferimento al D.Lgs. 254/2016 punti di attenzione si ritiene debbano essere quelli della proceduralizzazione della raccolta dei dati, le tempistiche nella comunicazione e l’interdisciplinarietà. 

Chiusura dei lavori

Andrea Moltrasio, Presidente Consiglio di Sorveglianza UBI Banca
Temi di attenzione sono quelli riportati nel Rapporto Brundtland “Il futuro di tutti noi” (1987) su ambiente e sviluppo riferiti all’eco sostenibilità di produrre di più con meno.
Le logiche territoriali che per una banca come UBI riguardano la concessione dei crediti e le modalità di raccolta dei fondi, il collegamento con il mondo istituzionale per la realizzazione dei progetti e la responsabilità sociale non intesa come filantropia ma è necessario vedere i risultati.
La governance comporta uno stretto legame con questi temi e molto importante è il concetto di materialità e quello di comply or explain ed il dialogo con il grande pubblico al fine di raccogliere la loro attenzione sui temi della responsabilità sociale.  

Andrea Gasperini
Responsabile Aiaf “Mission Intangibles®”