Osservatorio ESG

Lunedì, 11 Settembre, 2017

THE NEW FRONTIER. SUSTAINABLE FINANCE AND CARE

Il giorno 8 Settembre 2017 European Partners for the Environment (EPE) ha organizzato a Roma, in collaborazione con CIME e FeBAF, presso la sede della FeBAF la seconda “Conference of Value Based Investors & SDGs” alla quale ha partecipato come keynote speaker il cardinale Peter Turkson del dicastero for the Promotion of Integral Human Development ed erano presenti importanti relatori tra i quali Bettina Reinboth del PRI, Javier Gonzalez Fraga presidente della Bank of the Argentine Nation, Mark Campanale di Carbon Tracker Initiative, Davide Dal Maso di UNEP-Inquiry, Nicola Cullen di Share Action, Eamonn Meehan di Trocaire Ireland, il reverendo Henrik Grape della Lutheran Church of Sweden ed Ugo Biggeri presidente di Banca Popolare Etica S.c.p.a.

Nella scheda di presentazione dell’evento viene indicato che la Conferenza si è posta l’obiettivo di verificare come il mondo della Finanza, esperti della Green Economy e rappresentanti della Società Civile possono collaborare per trasformare il nostro Mondo e l’Europa affrontando “The New Frontier: Sustainable Finance and Care” in modo tale che “nessuno dovrebbe essere lasciato indietro”.

L’ostacolo principale che si incontra per una corretta attuazione dell’Agenda 2030 è ritenuto essere la crescente disuguaglianza e povertà alimentata dal modello finanziario e macroeconomico. Uno degli ostacoli più critici per raggiungere gli obiettivi degli SDGs è la distruzione del «tessuto sociale» generato dall’aumento della povertà.

Quale conseguenza delle politiche macroeconomiche e finanziarie esistenti dagli anni '80, la crescita delle disuguaglianze - per le quali le istituzioni finanziarie hanno una grande responsabilità – hanno generato comportamenti che a loro volta portano alla distruzione della solidarietà e, come indicato dall’esperienza degli Stati Uniti, a un modello economico egoistico che induce gli individui e i paesi a “barricare” se stessi fisicamente e mentalmente.

Queste politiche e i comportamenti che generano, congiuntamente all’invecchiamento della popolazione, porteranno ad un numero crescente di individui, anche in Europa, a rischio di povertà per almeno l’ultimo terzo della loro vita (50-80), che a sua volta rafforzerà i movimenti populisti. Questo mentre l’impatto dei limiti globali porterà ad aumentare le necessità finanziarie pubbliche per garantire la resilienza delle comunità umane.

La conferenza di Roma ha trattato il tema “investire in una giusta transizione” - come passare da una preoccupazione per gli “stranded assets” a quella per le “stranded community”.

Nel corso della Conferenza sono stati inoltre affrontati ulteriori argomenti (regionali o tematici) propedeutici al G20 in Argentina, ad implementare i Principi per l’Investimento Responsabile (PRI), ad un impatto positivo, un nuovo indice azionario, nuove iniziative regionali come l’Africa Agriculture Adaptation necessari per conseguire questa nuova dimensione della finanza sostenibile e della cura.

Intervista FeBAF al cardinale Peter Turkson

Nell’intervista rilasciata dal cardinale Turkson alla FeBAF si è parlato di evoluzione dalla shareholder economy alla stakeholder economy dove gli shareholder sono coloro che danno un apporto finanziario al progetto di fondare una impresa e si occupano della sua gestione la quale, tuttavia, dipende anche dall’uso del lavoro e dal mercato e costituisce una comunità così le persone che sono coinvolte in una impresa non sono solo quelle che la hanno creata ma anche la comunità, la società, le forze del mercato, le forze del lavoro le relazioni familiari ossia gli stakeholder ed è dunque necessario ampliare l’orizzonte della natura dell’impresa andando oltre il concetto di shareholder che sono quelli che danno un contributo finanziario e bisogna includere anche tutti coloro che sono influenzati dall’impresa in modo tale da considerare una impresa di successo non solo quella che garantisce un buon ritorno agli shareholder che hanno fatto un investimento, questo ovviamente è necessario, ma bisogna considerare anche gli stakeholder.

Con riferimento ai recenti progressi della finanza sostenibile l’evoluzione deve essere graduale e bisogna procedere lentamente in quanto è necessaria una evoluzione anche di metodo e di mentalità e delle abitudini ad esempio ora, al contrario del passato, non si parla molto di “social impact investment” in molte imprese è sufficiente indicare che, ad esempio, è stata creata una piccola scuola o una clinica per un villaggio e che sono state fatte iniziative di CSR ma il social impact investment sfida gli imprenditori a cambiare un po’ l’esistenza delle persone. Questo è un grande obiettivo, è necessario il profitto migliorando al contempo gli standard della qualità della vita e questo corrisponde di più e meglio ad un senso di comunità, di famiglia ad un senso di solidarietà in modo da accrescere anche la vita degli altri rendendola più dignitosa. (https://www.youtube.com/watch?v=mEHbygMCCaM)

Andrea Gasperini
Responsabile Aiaf “Mission Intangibles®”