Osservatorio ESG

Lunedì, 12 Marzo, 2018

PARLAMENTO EUROPEO: RUOLO DELLA FINANZA SOSTENIBILE ED ESG

La commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo in data 2 Febbraio 2018 ha presentato un progetto di relazione sulla Finanza Sostenibile (2018/2007 INI) relatrice del parere Sarah Margaret “Molly” Scott Cato Member of the European Parliament (MEP) e di seguito vengono evidenziati i principali punti focalizzati sul ruolo della Finanza Sostenibile ed i fattori ESG.

Il ruolo della finanza nel facilitare la transizione verso un’economia sostenibile: rischi e opportunità

  • 1. sottolinea il potenziale di una transizione verde più rapida di porsi come un’opportunità per indirizzare i mercati dei capitali verso investimenti a lungo termine, innovativi ed efficienti; rileva che i benefici e i rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) non si riflettono sui prezzi e come ciò rappresenti un vantaggio commerciale per la finanza insostenibile e concentrata sul breve termine; sottolinea che da ormai troppo tempo si attende un quadro politico e normativo che disciplini la finanza sostenibile;
  • 3. enfatizza gli enormi rischi sistemici che rappresentano gli attivi non recuperabili correlati al carbonio per la stabilità finanziaria; sottolinea come la necessità di individuare e di rendicontare obbligatoriamente tali attivi sia fondamentale per la transizione ordinata verso investimenti rispettosi del clima; chiede l’introduzione di “prove di stress in materia di carbonio” per le banche e gli altri intermediari finanziari al fine di determinare i rischi correlati agli attivi non recuperabili

Mettere i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) al centro delle decisioni finanziarie dell’UE e stabilire una tassonomia dell’UE in materia di sostenibilità

  • 5. chiede alla Commissione di condurre un processo ad ampia partecipazione volto a stabilire, entro la fine del 2019, una tassonomia verde solida e credibile, ivi compreso un “criterio di valutazione di finanza verde”, mediante iniziativa legislativa;
  • 9. enfatizza che la comunicazione è una condizione fondamentale per la finanza sostenibile; plaude al lavoro dell’unità operativa per la comunicazione finanziaria correlata al clima e chiede alla Commissione e al Consiglio di avallarne esplicitamente le raccomandazioni; esorta la Commissione a inserire la comunicazione obbligatoria nel quadro della revisione della direttiva contabile e della direttiva sulla rendicontazione delle informazioni non finanziarie;
  • 10. insiste sul fatto che l’obbligo fiduciario dovrebbe essere ampliato fino a comprendere un processo di integrazione “bilaterale” obbligatorio che imponga ai gestori dei patrimoni di considerare i fattori ESG e che preveda che ai clienti siano chieste le preferenze in termini di tempi e di sostenibilità;
  • 13. rileva la mancanza di una definizione solida, affidabile e uniforme di rendicontazione nel quadro della direttiva sulla rendicontazione delle informazioni non finanziarie e la necessità di definire i criteri ESG più strategici in ogni settore o sotto settore; chiede alla Commissione di istituire dei gruppi ad ampia partecipazione a livello di UE al fine di redigere un elenco di criteri che comprenda i rischi maggiori per la sostenibilità come parte di un progetto pilota in questo ambito;
  • 15. rileva che le agenzie di rating del credito esistenti non prendono in esame l’influenza dei trend ESG destabilizzanti nel quadro dell’affidabilità creditizia futura dell’emittente; chiede delle norme e una vigilanza chiare a livello di UE in merito alla disamina dei fattori ESG nelle valutazioni condotte da tutte le agenzie rating del credito che operano nell’UE; chiede l’istituzione di un processo finalizzato all’adozione di un “criterio di valutazione di finanza verde” a opera di agenti preposti alla certificazione sotto la sorveglianza dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA);
  • 16. chiede alla Commissione di istituire un sistema giuridicamente vincolante per l’etichettatura dei conti bancari personali, dei fondi d’investimento, delle assicurazioni e dei prodotti finanziari che ne indichino il livello di conformità con l'accordo di Parigi e gli obiettivi ESG;
  • 18. rileva che le esperienze della BEI in materia di azione relativa al clima sono contrastanti; insiste sul fatto che la BEI dovrebbe accordare unicamente prestiti futuri che siano compatibili con la soglia termica di 1,5 °C;
  • 19. chiede alla BCE di ridefinire i suoi programmi di acquisto al fine di riequilibrare e allineare il proprio portafoglio mediante una politica di investimenti coerente con l'accordo di Parigi e gli obiettivi ESG; sottolinea che tale ridefinizione può servire da pilota per l’istituzione di una futura tassonomia in materia di sostenibilità.

Andrea Gasperini
Responsabile area Sostenibilità AIAF