Osservatorio ESG

Lunedì, 19 Marzo, 2018

EC ACTION PLAN “FINANCING SUSTAINABLE GROWTH”

In data 8 marzo 2018 la Commissione Europea, in applicazione delle otto raccomandazione espresse dall’High Level Expert Group on Sustainable Finance presentate il 31 Gennaio 2018 nel documento Final Report 2018 – Financing a Sustainable European Economy, ha esposto il tanto atteso Action Plan - Financing Sustainable Growth che prevede dieci azioni finalizzate a definire il ruolo della finanza per il futuro dell’Europa che coinvolgono un ampio numero di autority tra le quali l’ESMA (European Securities and Markets Authority), l’EIOPA (European Insurance and Occupational Pensions Authority), l’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) e l’EBA (European Banking Authority) e avrà un impatto su altre direttive quali la MIFID II e la direttiva 2014/95/UE sulle informazioni di carattere non finanziario.

Di seguito viene presentata una sintesi delle dieci azioni per le quali la Commissione Europea ha già fissato un ampio programma di interventi anche legislativi che dovranno essere realizzati entro l’anno 2019.

Azione 1: istituire un sistema unificato a livello dell’UE di classificazione delle attività sostenibili

  • Subordinatamente all’esito della valutazione d’impatto, nel secondo trimestre del 2018 la Commissione presenterà una proposta legislativa volta a garantire l’elaborazione progressiva di una tassonomia a livello dell’UE per i cambiamenti climatici e le attività sostenibili sotto il profilo ambientale e sociale.
  • La Commissione istituirà un gruppo tecnico di esperti sulla finanza sostenibile. Sulla base di un’ampia consultazione di tutte le parti interessate, il gruppo sarà incaricato di pubblicare una relazione nella quale si illustra una prima tassonomia incentrata in particolare sulle attività di attenuazione dei cambiamenti climatici entro il primo trimestre del 2019, che sarà estesa alle attività di adattamento ai cambiamenti climatici e ad altre attività ambientali entro il secondo trimestre del 2019.

Azione 2: creare norme e marchi per i prodotti finanziari sostenibili

  • Il gruppo di esperti tecnici della Commissione sulla finanza sostenibile sarà incaricato, sulla base dell’esito di una consultazione pubblica, di redigere entro il secondo trimestre del 2019 una relazione su una norma dell’UE per le obbligazioni verdi, sulla base delle migliori prassi vigenti.
  • Nell’ambito del regolamento sui prospetti, entro il secondo trimestre del 2019 la Commissione preciserà il contenuto del prospetto per le emissioni di obbligazioni verdi al fine di fornire ulteriori informazioni ai potenziali investitori.
  • Una volta adottata la tassonomia di sostenibilità, la Commissione valuterà l’uso del quadro di riferimento dell’Ecolabel UE per taluni prodotti finanziari.

Azione 3: Promuovere gli investimenti in progetti sostenibili

  • La Commissione adotterà ulteriori misure volte a migliorare l’efficacia e l’impatto degli strumenti di sostegno agli investimenti nell’UE e nei paesi partner.

Azione 4: integrare la sostenibilità nella consulenza finanziaria

  • Nel secondo trimestre del 2018 la Commissione modificherà gli atti delegati delle direttive MiFID II e IDD per garantire che le preferenze in materia di sostenibilità siano tenute in considerazione nella valutazione dell’adeguatezza e inviterà l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) a inserire disposizioni in materia di preferenze sulla sostenibilità nei suoi orientamenti sulla valutazione dell’adeguatezza, il cui aggiornamento è previsto per il quarto trimestre del 2018.

Azione 5: elaborare indici di riferimento in materia di sostenibilità

  • Entro il secondo trimestre del 2018, la Commissione intende i) adottare atti delegati, nell’ambito del regolamento sugli indici di riferimento, in materia di trasparenza delle metodologie e delle caratteristiche degli indici di riferimento per consentire agli utenti di valutare meglio la qualità degli indici di riferimento in materia di sostenibilità; e ii) proporre, subordinatamente agli esiti della valutazione d’impatto, un’iniziativa intesa ad armonizzare gli indici di riferimento, compresi gli emittenti a basso contenuto di carbonio, sulla base di una metodologia affidabile per calcolarne l’impatto carbonio, da attivare una volta adottata la tassonomia per il clima. Il gruppo di esperti tecnici della Commissione, sulla base della consultazione con tutte le parti interessate, entro il secondo trimestre del 2019 pubblicherà una relazione sull’elaborazione e la metodologia dell’indice di riferimento relativo al basso contenuto di carbonio.

Azione 6: Integrare meglio la sostenibilità nei rating e nella ricerca di mercato

  • A partire dal secondo trimestre del 2018, la Commissione si impegnerà con tutte le parti interessate per esaminare l’opportunità di modificare il regolamento sulle agenzie di rating per imporre loro di integrare esplicitamente i fattori di sostenibilità nelle loro valutazioni in modo proporzionato al fine di tutelare l’accesso al mercato degli operatori di dimensioni ridotte.
  • La Commissione invita l’ESMA a: i) valutare le prassi in essere nel mercato del rating del credito entro il secondo trimestre del 2019, analizzando la misura in cui si tiene conto delle considerazioni di ordine ambientale, sociale e di governance; ii) entro il secondo trimestre del 2019, includere le informazioni relative alla sostenibilità ambientale e sociale nei suoi orientamenti in materia di informativa destinati alle agenzie di rating del credito e tenere in considerazione ulteriori orientamenti o misure, se del caso.
  • Entro il secondo trimestre del 2019 la Commissione effettuerà un vasto studio sui rating di sostenibilità e la ricerca. In questa sede si analizzeranno le metodologie e si esploreranno aspetti quali la struttura di mercato dei rating di sostenibilità e i servizi di ricerca di mercato, la profondità e l’ampiezza delle valutazioni della ricerca di sostenibilità e dei relativi punteggi nonché l’indipendenza di tali fornitori di ricerche e punteggi. Lo studio esaminerà inoltre le eventuali misure volte a promuovere i rating di sostenibilità e le ricerche di mercato.

Azione 7: chiarire gli obblighi degli investitori istituzionali e dei gestori di attività

  • La Commissione presenterà entro il secondo trimestre del 2018 una proposta legislativa volta a chiarire gli obblighi degli investitori istituzionali e dei gestori di attività circa le considerazioni relative alla sostenibilità. La proposta sarà finalizzata a i) imporre esplicitamente agli investitori istituzionali e ai gestori di attività di integrare gli aspetti attinenti alla sostenibilità nel loro processo decisionale relativo agli investimenti e ii) aumentare la trasparenza nei confronti degli investitori finali riguardo al modo in cui integrano tali fattori di sostenibilità nelle loro decisioni di investimento, in particolare per quanto riguarda la loro esposizione ai rischi di sostenibilità.

Azione 8: integrare la sostenibilità nei requisiti prudenziali

  • La Commissione valuterà la praticabilità di includere i rischi associati al clima e ad altri fattori ambientali nelle politiche di gestione dei rischi degli enti e di calibrare eventualmente i requisiti patrimoniali delle banche nell’ambito del regolamento e della direttiva sui requisiti patrimoniali.
  • Nel terzo trimestre 2018 la Commissione inviterà l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) a trasmettere un parere in merito all’incidenza, per le imprese di assicurazione, delle norme prudenziali sugli investimenti sostenibili, con particolare riguardo alle attività di attenuazione dei cambiamenti climatici. 

Azione 9: rafforzare la comunicazione in materia di sostenibilità e la regolamentazione contabile

  • La Commissione avvia una verifica di idoneità della legislazione dell’UE in materia di comunicazioni pubbliche societarie, compresa la direttiva NFI, per valutare l’adeguatezza degli obblighi di comunicazione per le società quotate e non quotate. Tale valutazione prenderà in esame anche gli obblighi di comunicazione in materia di sostenibilità e le prospettive per quanto riguarda la comunicazione telematica. La Commissione avvierà una consultazione pubblica su questo aspetto nel primo trimestre del 2018. Le conclusioni della verifica di idoneità saranno pubblicate entro il secondo trimestre del 2019 e confluiranno nelle future proposte legislative che saranno adottate dalla Commissione.
  • Entro il secondo trimestre del 2019 la Commissione rivedrà le linee guida sulle informazioni non finanziarie. 
  • Entro il terzo trimestre del 2018 sarà istituito un laboratorio europeo sulla comunicazione societaria nel quadro del Gruppo consultivo europeo sull’informativa finanziaria al fine di promuovere l’innovazione e l’elaborazione delle migliori prassi in materia di informazione societaria, come la contabilità ambientale. 
  • Per quanto riguarda la divulgazione delle informazioni da parte dei gestori di attività e degli investitori istituzionali, secondo la proposta legislativa della Commissione nell’azione 7 essi sarebbero tenuti a comunicare in che modo tengono conto dei fattori di sostenibilità nella loro strategia e nei loro processi decisionali in materia di investimenti, in particolare la rispettiva esposizione ai rischi connessi al cambiamento climatico.
  • La Commissione chiederà al Gruppo consultivo europeo sull’informativa finanziaria di valutare l’incidenza dei principi IFRS nuovi o riveduti sugli investimenti sostenibili.
  • Nell’ambito della verifica di idoneità della legislazione europea sulla comunicazione societaria la Commissione valuterà anche gli aspetti pertinenti del regolamento sui principi contabili internazionali. 

Azione 10: promuovere un governo societario sostenibile e attenuare la visione a breve termine nei mercati dei capitali

  • Per promuovere un governo societario che favorisca maggiormente gli investimenti sostenibili, la Commissione svolgerà entro il secondo trimestre del 2019 un lavoro di analisi e di consultazione presso le parti interessate per valutare: i) l’eventuale necessità di imporre ai consigli di amministrazione di elaborare e divulgare una strategia in materia di sostenibilità, compresa una due diligence lungo l’intera catena di approvvigionamento, nonché obiettivi di sostenibilità misurabili; e ii) l’eventuale necessità di chiarire le norme che impongono agli amministratori di agire nell’interesse a lungo termine dell’impresa.
  • La Commissione inviterà le autorità europee di vigilanza a raccogliere elementi a dimostrazione dell’indebita pressione a breve termine esercitata dai mercati dei capitali sulle imprese e a ponderare, se necessario, ulteriori azioni sulla base di questi elementi entro il primo trimestre del 2019. Più specificamente, la Commissione invita l’ESMA a raccogliere informazioni sulla visione a breve termine indebita nei mercati dei capitali, valutando: i) la rotazione del portafoglio e i periodi di possesso delle azioni da parte dei gestori di attività; ii) se nei mercati dei capitali siano in uso prassi che generano una indebita pressione a breve termine nell’economia reale.

Andrea Gasperini
Responsabile area Sostenibilità di Aiaf