Osservatorio ESG

Lunedì, 26 Marzo, 2018

BRUSSELS, 22 MARCH 2018: HIGH-LEVEL CONFERENCE ON SUSTAINABLE FINANCE

Il 22 marzo 2018 la Commissione Juncker ha organizzato a Bruxelles una conferenza sulla Finanza Sostenibile dove è stato indicato che obiettivo dell’Unione Europea (UE) è quello di essere in prima linea negli sforzi internazionali per riorientare i finanziamenti verso investimenti che sono di vitale importanza per conseguire risultati tangibili con riferimento agli obiettivi climatici e ambientali definiti con l’accordo di Parigi 2015 e sia in grado di definire un sistema finanziario che rafforzi la competitività e supporti la crescita a lungo termine dell’UE stessa.
La Commissione Juncker si è impegnata a guidare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio per la quale è necessario destinare maggiori capitali a progetti verdi e sostenibili: il divario dei finanziamenti per raggiungere gli obiettivi di Parigi 2015 in materia di clima ed energia entro l’anno 2030 è stato stimato in 180 miliardi di euro ogni anno.
La Commissione ha costituito a fine anno 2016 un gruppo di esperti ad alto livello sulla finanza sostenibile (HLEG) il cui il compito è quello di contribuire a definire una tabella di marcia per sfruttare appieno il potenziale della finanza sostenibile e sulla base delle raccomandazioni dell’HLEG presentate in data 31 Gennaio 2018 ha definito un Action Plan in cui viene indicata la visione e le misure necessarie per assicurare che il sistema finanziario e la catena di investimento integri efficacemente la sostenibilità.
La conferenza organizzata a Bruxelles è stata quindi un’opportunità per mantenere elevata l’attenzione su questi impegni e consolidare il sostegno dei leader dell’UE e dei principali attori privati nei confronti dei cambiamenti da attuarsi nel sistema finanziario, per presentare l’Action Plan della Commissione e per concordare un seguito concreto fornendo una visione condivisa sulla finanza sostenibile. Di seguito viene presentata una sintesi di alcuni tra i principali interventi.

Saluto di benvenuto da parte del vice-Presidente Vladis Dombrovskis responsabile per l’euro il dialogo sociale e la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali all’apertura della conferenza sulla Finanza Sostenibile.
La grande affluenza a questa conferenza dimostra che la finanza sostenibile non è più di nicchia ma sta diventando mainstream e dobbiamo quindi procedere rapidamente e andare insieme.
Per realizzare i nostri impegni presi per la riduzione delle emissioni di GHG ci troviamo di fronte un compito ambizioso: abbiamo un deficit di finanziamento annuale di circa 180 miliardi di euro da colmare ed il denaro pubblico da solo non è sufficiente quindi anche il settore finanziario deve dare tutto il suo contributo alla lotta contro il cambiamento climatico.
Solo due settimane fa abbiamo presentato il nostro Action Plan dedicato alla finanza sostenibile e verde. È una strategia in dieci punti per integrare la sostenibilità nel DNA del sistema finanziario e riorientare i flussi finanziari verso i bisogni a lungo termine del nostro pianeta e della società.
La conferenza di oggi è un passo importante per mobilitare l’ampio sostegno necessario per tradurre in pratica questa strategia. I vari attori qui presenti - investitori, imprese, società civile, autorità di regolamentazione, supervisori, banche centrali e altri - hanno tutti un ruolo da svolgere.

Jean-Claude Juncker Presidente della Commissione europea
Vista l’urgenza degli investimenti necessari, i finanziamenti pubblici e la regolamentazione da soli non possono andare lontano. Se vogliamo colmare il gap di investimenti di 180 miliardi di euro, ogni parte della nostra economia deve dare il suo contributo iniziando dal settore finanziario. In primo luogo, con 100 trilioni di EUR di asset, il settore finanziario ha un enorme potenziale per gli investimenti “verdi”.
In secondo luogo, è un imperativo economico per il settore in quanto il mito che il “verde” non consente un profitto ora è stato completamente smentito.
È giusto dire che il settore finanziario globale è stato parte del problema che alla fine ha colpito tutti nella nostra società. Mai più i profitti a breve termine dovrebbero prevalere sul nostro futuro a lungo termine.
Dobbiamo concentrarci sulla ricostruzione del legame tra il mondo della finanza e le esigenze dei cittadini e dell’economia reale e ciò richiede un cambiamento generale nella cultura e nella struttura del nostro sistema finanziario.
L’idea alla base del Action Plan è di aiutarci a realizzare un cambiamento sistemico nella cultura degli investimenti dove la sostenibilità non dovrebbe essere vista come una nicchia all’interno del sistema finanziario ma è un’opportunità che dobbiamo cogliere prima di altri e anche nel mondo finanziario il vantaggio del first mover è essenziale.
Questo è il motivo per cui vogliamo guidare gli sforzi internazionali e collaboreremo con i nostri partner del G7, del G20 e delle Nazioni Unite per definire standard globali di finanza sostenibile.

Jyrki Katainen Vicepresidente della Commissione europea responsabile per l’occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività
La finanza sostenibile non è la “seconda migliore” finanza e per questo motivo ritengo che, auspicabilmente, tra cinque anni potremo abbandonare il termine “sostenibile” in quanto sarà già un modo normale di guardare alle cose e i nostri finanziamenti andranno verso prodotti sostenibili a lungo termine molto più di quanto non stia accadendo ora.
Il tema di oggi riguarda l’aumento delle risorse finanziarie a disposizione di un’economia circolare più sostenibile, efficiente in termini di risorse, per una crescita sostenibile, per tecnologie verdi nuove e innovative per raggiungere i nostri obiettivi climatici e ambientali.
Si tratta di considerare anche gli aspetti ambientali, sociali e di governance quando si prendono decisioni di investimento e finanza in tutti i settori della nostra economia.
La finanza sostenibile ricopre un ruolo chiave nel consentire la trasformazione dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, nella quale l’UE è totalmente impegnata, in realtà. La Commissione europea, tra le altre iniziative, ha istituito lo scorso anno una piattaforma multi-stakeholder dedicata all’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).
La finanza sostenibile è l’elemento cruciale per raggiungere l’Energia europea, il clima e gli obiettivi di politica ambientale decisi, ad esempio, dal framework per il clima e l’energia 2030 dell’UE o dal piano d’azione per l’economia circolare e due sono quindi le iniziative che devono essere realizzate:

  • 1.una classificazione UE delle attività verdi e sostenibili.
  • 2.realizzare progetti per gli investitori e sfruttare il finanziamento privato attraverso il Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI) e l’European Investment Advisory Hub (EIAH).

Miguel Arias Cañete Commissario europeo per l’azione per il clima e l’energia
La scienza è chiara sul cambiamento climatico: è necessario un significativo cambiamento nella produzione e nell’uso dell’energia e il mondo è sulla buona strada per sperimentare cambiamenti catastrofici ed è nell’interesse a lungo termine di tutti avviare una transizione rapida e ordinata.
La Commissione europea è impegnata a contribuire ad accelerare la trasformazione a basse emissioni di carbonio e garantire che non saremo bloccati in tecnologie altamente inquinanti e ci consentirà di raggiungere i nostri obiettivi di decarbonizzazione.
Stiamo anche cercando di garantire che cittadini, aziende, autorità locali e governi siano pronti a far fronte agli effetti generati dai cambiamenti climatici.
L’accordo di Parigi rappresenta una grande opportunità di investimento e l’Action Plan sulla finanza sostenibile presentato dalla Commissione aiuterà il settore finanziario europeo a posizionarsi come una destinazione globale per gli investimenti nelle tecnologie verdi.

Michael R. Bloomberg fondatore della Bloomberg LP e Bloomberg Philanthropies; Inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per l’azione per il clima; Sindaco di New York City
I mercati dei capitali sono uno degli strumenti più potenti di cui disponiamo per la lotta contro i cambiamenti climatici e uno dei più trascurati. Dobbiamo fare di più per sfruttare questo potere e questo Action Plan è un importante passo avanti in quanto le aziende non possono permettersi di ignorare i maggiori rischi.
La fondazione Bloomberg ha contribuito a mobilitare i gruppi attraverso una nuova coalizione, chiamata America’s Pledge e collettivamente, ci impegniamo a rispettare gli impegni presi degli Stati Uniti a Parigi indipendentemente da ciò che accade a Washington.
Gli americani rimangono coinvolti nell’accordo di Parigi e intendiamo adempiere alla nostra parte dell’accordo ed è importante che il mondo sappia che continueremo a essere suoi partner e a lavorare insieme per rispettare gli impegni di Parigi.
Stiamo anche lavorando per rimuovere un altro grande ostacolo agli investimenti privati: dati migliori.
La maggior parte delle aziende non dispongono di informazioni affidabili su come i cambiamenti climatici influenzeranno le loro partecipazioni, le catene di approvvigionamento e i loro clienti e gli investitori non dispongono di informazioni su quali aziende affrontano i maggiori rischi. Senza dati validi, le opportunità di mercato che sta creando il cambiamento climatico non sono visibili.
Tale mancanza di informazioni impedisce alle aziende di allocare in modo efficace le risorse per proteggersi e impedisce agli investitori di indirizzare i capitali verso le società che stanno agendo.
Questo è un fallimento del mercato, ma la buona notizia è che vi si può porre un rimedio.
Due anni fa, il Financial Stability Board e il suo presidente, Mark Carney, hanno promosso una task force globale finalizzata a dare maggiore trasparenza ai rischi climatici che le aziende devono affrontare. Mark mi ha chiesto di presiedere il gruppo e sono stato lieto di accettare.
Proprio lo scorso giugno, la task force ha pubblicato una serie di raccomandazioni volontarie per aiutare le aziende a comunicare i rischi che affrontano - e in che modo stanno rispondendo - in un modo più standardizzato.
Solo così gli investitori possono confrontare le mele con le mele e più capitali fluiranno verso le aziende che ci stanno aiutando a rispettare l’accordo di Parigi.
Stiamo facendo progressi, dobbiamo solo fare di più, più velocemente e la conferenza di oggi ci aiuterà a continuare a fare passi avanti, quindi voglio ringraziare di nuovo tutti i membri della Commissione europea per la loro leadership.

Andrea Gasperini
Responsabile area Sostenibilità di Aiaf