Osservatorio ESG

Lunedì, 9 Aprile, 2018

SOFIDEL PER LA SALVAGUARDIA DEL CAPITALE NATURALE

In data 28 Marzo 2018 si è tenuto a Milano presso la Fondazione Feltrinelli l’incontro “Il capitale naturale: diamo valore alla nostra ricchezza” promosso da Sofidel, impresa cartaria nota in Italia in particolare per il marchio Regina, in collaborazione con il WWF Italia e la Fondazione Giacomo Feltrinelli finalizzato a sensibilizzare i propri stakeholder e l’opinione pubblica sugli effetti dei cambiamenti climatici e, in particolare, sul valore degli ecosistemi naturali. Di seguito viene presentata una sintesi degli interventi fatti da alcuni relatori che hanno partecipato alla tavola rotonda moderata da Laura Bettini giornalista di Radio 24.

Luigi Lazzareschi, Amministratore Delegato del Gruppo Sofidel

Siamo lieti di promuovere, dopo quello dello scorso anno dedicato all’acqua, un nuovo momento di riflessione pubblica su un tema fondamentale come quello del valore del capitale naturale.

La strategia di crescita sostenibile di Sofidel è in piena sintonia con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (in particolare gli SDG 3, 6, 7, 12, 13 e 15) che ci vede impegnati su un duplice fronte, da una parte su quello produttivo, per migliorare l’efficienza dei nostri processi e dei nostri prodotti garantendo quindi l’utilizzo di quote inferiori di capitale naturale e dall’altra, insieme ai nostri partner, per diffondere la cultura della sostenibilità e offrire occasioni di approfondimento su temi centrali del dibattito contemporaneo.

La sostenibilità è un’importante leva che garantisce un ritorno per una azienda destinata a durare a lungo nel tempo ed il cui modello economico non può essere quello lineare (produrre / consumare e gettare) che non funziona più in quanto si è passati all’economia circolare. Consumiamo più risorse di quelle che il pianeta possiede e riesce a rigenerare obiettivo quindi di Sofidel è quello di ridurre i consumi e gli sprechi migliorando le performance dei prodotti.

Sofidel fa della sostenibilità una leva strategica di sviluppo con un impegno intensificatosi dal 2008, attraverso l’adesione al programma WWF Climate Savers, con cui si è fatta carico di ridurre le emissioni climalteranti con obiettivi particolarmente ambiziosi. Al 2017, Sofidel ha ridotto la propria carbon intensity del 20,6% rispetto ai valori base del 2009 per chilogrammo di carta prodotta. Utilizza inoltre cellulosa certificata da parti terze indipendenti con schemi di gestione forestale responsabile (100% nel 2017, FSC®, FSC® Controlled Wood, PEFC™, SFI®) e il consumo d’acqua nei processi produttivi è ampiamente al di sotto del benchmark di settore (7,1 l/kg vs. 15-25 l/kg).

Gianfranco Bologna, Direttore Scientifico di WWF Italia

Il capitale naturale non può continuare a essere invisibile per i modelli economici ma è necessario individuare le modalità per “mettere in conto” la natura, cercare di fornirle un valore che non deve e non può essere individuato solo in termini monetari perché i valori delle strutture, dei processi, delle funzioni e dei servizi dei sistemi naturali vanno ben oltre la mera rendicontazione monetaria. Il cambiamento di approccio rispetto alle risorse naturali deve diventare una regola per la programmazione economica e per le scelte di business delle aziende.

Il capitale naturale è fondamentale sia per il benessere attuale (stock/assets) che per quello futuro (flussi) ed è importante la definizione di un sistema di contabilità dove la ricchezza del capitale naturale non è detto sia tutta monetizzabile ma è necessario comprendere il processo economico che è in corso.

Il Comitato per il Capitale Naturale (istituito con la legge 221/2015) ha già prodotto due rapporti sullo stato del capitale naturale italiano, quello del 2017 e quello del 2018 reso noto a fine febbraio e il valore del nostro capitale naturale deve ora contribuire a indirizzare sia il Documento di Economia e Finanza che la Legge di Bilancio. La politica si deve rendere conto che questa è una sfida prioritaria. 

Ivan Faiella, Senior Economist di Banca d’Italia

Complessa è la valorizzazione del Capitale Naturale e la comprensione dei servizi ecosistemici e per questo è indispensabile definire una unità di misura e dare un segnale se si sta investendo piuttosto che disinvestendo.

Alto è il rischio idrogeologico che sta aumentando a fronte dei rischi ambientali che hanno un impatto sui rischio finanziari ai quale stanno andando incontro banche e compagnie di assicurazione e per questo è necessario disporre di dati che devono essere comunicati con modalità semplice e sintetica.

Importante è la definizione di scenari probabilistici come raccomandati dalla Task force Climate-related risk Financial Disclosure (TCFD) promossa dal Financial Stability Board.  

Riccardo Santolini, Ricercatore e Docente di Ecologia all’Università di Urbino 

La valutazione del capitale naturale deve essere legata alla funzionalità degli ecosistemi utili per il nostro benessere che sono dei cluster di servizi e si devono definire delle soglie di irreversibilità per comprendere se vi sono delle parti dei servizi ai quali si può rinunciare e quali invece mantenere per garantire l’usabilità del territorio.

La difficoltà maggiore nel coinvolgimento degli stakeholder è quello di spiegare che cosa fa la natura con riferimento non solo alle emissioni della CO2 ma anche per quanto riguarda, ad esempio, il consumo dell’acqua e deve essere valutato il legame tra ecologia ed economia e l’usabilità di un bosco individuando quanta legna è indispensabile che deve rimanere per l’assorbimento della CO2.

Alessandra Stefani, Direttore Generale Foreste al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. 

Le foreste italiane danno un contributo allo stoccaggio della CO2 e al miglioramento del clima e la biodiversità deve essere intesa come un valore.

Il problema è quello di incentivare e di disincentivare ed il meccanismo delle sanzioni non è l’unico che funziona ma la pubblica amministrazione deve cambiare e sono necessari degli accordi anche con i privati per il rimboschimento e decidere dove mettere gli alberi. Fondamentale è la comunicazione ambientale.

Sofidel

L’industria cartaria ha sempre dimostrato una grande consapevolezza dell’importanza del capitale naturale in quanto la carta è al centro dell’economia circolare e per questo Sofidel pubblica un rapporto ambientale dove vengono indicati gli obiettivi di sostenibilità tra i quali la riduzione della CO2 e gli interventi nel campo del sociale, dell’igiene e della pulizia.

Il 36% dell’Italia è coperta da boschi ma parte dei territori è stata abbandonata e parte può dare invece un contributo ai servizi sistemici per produrre legna che viene utilizzata per creare un circuito di economia circolare.

Andrea Gasperini
Responsabile area Sostenibilità di Aiaf