Osservatorio ESG

Lunedì, 4 Giugno, 2018

ACTION PLAN CE: TRE NUOVI REGOLAMENTI ESG

Il 24 Maggio 2018, la Commissione Europea ha presentato un pacchetto di tre regolamenti finalizzati all’attuazione di diverse iniziative chiave annunciate nel mese di Marzo 2018 con l’Action Plan “Financing Sustainable Growth” che devono essere adottati dal Parlamento ed il Consiglio Europeo riferiti alla definizione di un framework per facilitare gli investimenti sostenibili, all’informativa relativa agli investimenti sostenibili, ai rischi di sostenibilità e la parziale modifica della direttiva (UE) 2016/2341 (IORP2) e l’integrazione del regolamento (UE) 2016/1011 con due nuovi parametri di benchmark low carbon e impatto positivo sul carbonio.

Queste proposte di regolamento sono parte di una più ampia iniziativa della Commissione sullo sviluppo sostenibile che pone le tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG) al centro del sistema finanziario per sostenere la trasformazione dell’economia europea in un sistema più verde, più resiliente e circolare.

Per tutte e tre le proposte di regolamento è concesso un periodo di otto settimane dal 24 Maggio al 29 Luglio 2018 nel corso del quale ognuno può essere parte attiva del dibattito legislativo presentando le proprie osservazioni che, se conformi con le regole per i feedback ed i suggerimenti, verranno pubblicate sul sito web della Commissione.

1.Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull’istituzione di un framework per agevolare gli investimenti sostenibili

La proposta di regolamento COM(2018)353 definisce le condizioni e il framework per creare gradualmente un sistema di classificazione unificato (“tassonomia”) delle attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale. La definizione di una tassonomia è ritenuta un primo ed essenziale passo per indirizzare gli investimenti in attività sostenibili.

Per rendere gli investimenti più sostenibili, i fattori ESG dovrebbero essere considerati nel processo decisionale di investimento, integrando, ad esempio, le informazioni relative alle emissioni di gas ad effetto serra, l’esaurimento delle risorse o le condizioni di lavoro. La presente proposta e gli atti legislativi allegati mirano quindi a integrare le considerazioni ESG nel processo di investimento e di consulenza in modo coerente nei vari settori.

In particolare, tale proposta stabilisce criteri uniformi per determinare se un’attività economica è sostenibile dal punto di vista ambientale e stabilisce un processo che promuove la creazione di una piattaforma multi-stakeholder per definire un sistema di classificazione UE omogeneo basato su una serie di criteri specifici, al fine di determinare quali attività economiche sono considerate sostenibili.

Articolo 1

Definisce l’oggetto e il campo di applicazione del regolamento e stabilisce un framework di criteri uniformi per determinare la sostenibilità ambientale di un’attività economica, esclusivamente con la finalità di determinare il grado di sostenibilità di un investimento.

Articolo 2

Include le definizioni dei termini usati nel presente regolamento.

environmentally sustainable investment - financial market participants - financial products - climate change mitigation - climate change adaptation - greenhouse gas - circular economy – pollution - healthy ecosystem - energy efficiency - good environmental status - marine waters - surface water - inland water - transitional waters - coastal water - sustainable forest management.

Articolo 3

Stabilisce i criteri per definire la sostenibilità ambientale di un’attività economica, al fine di determinare il grado di sostenibilità ambientale di un investimento. Tali criteri richiedono che l’attività economica contribuisca in modo sostanziale a uno o più obiettivi ambientali e non danneggi in modo significativo nessuno degli altri.

Articolo 4

Definisce gli obblighi per gli Stati membri e i partecipanti ai mercati finanziari di utilizzare i criteri di cui all'Articolo 3

Articolo 5

Stabilisce quali sono, ai fini del presente regolamento, gli obiettivi ambientali:

1)mitigazione dei cambiamenti climatici; 

2)adattamento ai cambiamenti climatici; 

3)uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine; 

4)transizione verso un’economia circolare, la prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti; 

5)prevenzione e controllo dell’inquinamento;

6)protezione di ecosistemi sani.

Articolo da 6 a 11

Vengono definiti ulteriori criteri per un contributo sostanziale a ciascun obiettivo ambientale.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati per specificare criteri di selezione tecnici per ciò che può essere considerato un contributo sostanziale a un dato obiettivo ambientale per una determinata attività economica e ciò che è considerato causa di danni significativi ad altri obiettivi.

Articolo 12

Definisce i dettagli dei criteri per determinare quando un’attività economica danneggia sensibilmente qualsiasi obiettivo ambientale.

Articolo 13

Stabilisce la salvaguardia minima in riferimento ai principi e ai diritti stabiliti nelle otto convenzioni fondamentali identificate nella dichiarazione dell’Organizzazione internazionale del lavoro sui diritti e i principi fondamentali nel lavoro.

Articolo 14

Rafforza ulteriormente la responsabilizzazione della Commissione stabilendo i requisiti per i criteri tecnici di selezione che devono essere stabiliti mediante atti delegati. 

Articolo 15

Impone alla Commissione di istituire una piattaforma per la finanza sostenibile realizzata da esperti, che consentirà di verificare i criteri tecnici di valutazione, analizzare i costi e i benefici, analizzare le richieste degli stakeholder e monitorare i flussi dei capitali verso gli investimenti sostenibili. 

Articolo 16

Disciplina l’esercizio dei poteri delegati.

Articolo 17

Contiene una clausola di revisione che impone alla Commissione di pubblicare una relazione di valutazione dell’attuazione del presente regolamento e l’eventuale necessità di modificarla entro il 31 dicembre 2021 e successivamente ogni tre anni.

Articolo 18

Stabilisce la data di entrata in vigore e l’applicabilità diretta del presente regolamento.

2.Proposta di regolamento relativo all’informativa sugli investimenti sostenibili e sui rischi di sostenibilità e modifica della direttiva (UE) 2016/2341

La proposta di regolamento COM(2018)354 indica che per rendere gli investimenti più sostenibili, i fattori ESG dovrebbero essere considerati nel processo decisionale di investimento e la presente proposta e gli atti legislativi allegati mirano ad integrare le considerazioni ESG nel processo di investimento e di consulenza in modo coerente nei vari settori.

Tale proposta di regolamento si propone di introdurre obblighi di informativa su come gli investitori istituzionali e i gestori dei patrimoni integrano i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nei loro processi di valutazione dei rischi. I requisiti per integrare i fattori ESG nei processi decisionali di investimento, come parte dei loro doveri nei confronti degli investitori e dei beneficiari, saranno ulteriormente specificati attraverso atti delegati.

Articolo 1

Definisce l’oggetto del regolamento, in particolare i requisiti di trasparenza dei partecipanti ai mercati finanziari, gli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazione sui prodotti di investimento assicurativi (“IBIP”) e le imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti (consulenti finanziari), sull’integrazione dei rischi di sostenibilità nei loro processi decisionali di investimento o, se del caso, i processi di consulenza e trasparenza per quanto riguarda i prodotti finanziari che mirano a investimenti sostenibili, compresa la riduzione delle emissioni di carbonio.

Articolo 2

Stabilisce i termini e le definizioni utilizzati ai fini del presente regolamento, tra i quali “partecipante ai mercati finanziari”, “prodotto finanziario”, “investimenti sostenibili”, “investment firm”, “portfolio management”, “pension product”, “investment advice”, “professional investor”, “retail investor”.

Articolo 3

I partecipanti ai mercati finanziari sono tenuti a pubblicare politiche scritte sull’integrazione dei rischi di sostenibilità nel processo decisionale degli investimenti. I partecipanti ai mercati finanziari sono tenuti a pubblicarli sui propri siti Web e mantenere aggiornate le politiche. Questo obbligo si estende anche ai consulenti finanziari.

Articolo 4

Stabilisce che i partecipanti ai mercati finanziari devono includere nelle informazioni precontrattuali informazioni su come incorporano i rischi di sostenibilità nelle decisioni di investimento, la misura in cui si prevede che i rischi di sostenibilità abbiano un impatto rilevante sui rendimenti dei prodotti finanziari e in che modo le politiche di remunerazione dei partecipanti ai mercati finanziari sono coerenti con l’integrazione dei rischi di sostenibilità e sono in linea, se del caso, con l’obiettivo di investimento sostenibile del prodotto finanziario.

Articolo 5

Stabilisce le regole di trasparenza precontrattuale per gli investimenti sostenibili. Ai partecipanti ai mercati finanziari è richiesto di includere informazioni su come è assicurato l’obiettivo di investimenti sostenibili, ovvero se un indice è stato definito come benchmark di riferimento ed eventualmente spiegare perché la ponderazione e gli elementi costitutivi del benchmark differiscono da un ampio indice di mercato.

Articolo 6

Introduce l’obbligo per i partecipanti ai mercati finanziari di pubblicare sui loro siti web accanto alle informazioni da fornire a norma dell’articolo 5 e dell’articolo 7, una descrizione dell’obiettivo degli investimenti sostenibili, informazioni sulle metodologie utilizzate per valutare e monitorare l’efficacia degli investimenti.

Articolo 7

Impone di descrivere nei rapporti periodici le specifiche degli impatti degli investimenti sostenibili mediante pertinenti indicatori di sostenibilità.

Articolo 8

I partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari devono garantire che tutte le informazioni pubblicate sui loro siti Web siano aggiornate, compresa una chiara spiegazione di eventuali modifiche alle informazioni pubblicate.

Articolo 9

I partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari devono garantire che le comunicazioni di marketing non siano in contraddizione con le informazioni comunicate ai sensi del presente regolamento a meno che non si applichi la legislazione settoriale, in particolare la direttiva 2009/65/CE, la direttiva 2014/65/UE, la direttiva (UE) 2016/97 e il regolamento (UE) n. 1286/2014 che prevedono norme più severe.

Articolo 10Include modifiche alla direttiva (UE) 2016/2341 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016 (IORPII), relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP) la quale prescrive ai fondi pensione di illustrare tra i principi della politica d’investimento come i fattori ambientali sono integrati nelle decisioni finanziarie di investimento e nel sistema di controllo e gestione dei rischi riferiti ai cambiamenti climatici.

L’emendamento autorizza la Commissione a specificare negli atti delegati, conformemente all’articolo 290 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), la regola della “prudent person” in relazione alla considerazione dei rischi ambientali, sociali e di governance e l’inclusione di fattori ESG nelle decisioni di investimento interno e i processi di gestione del rischio.

Articolo 11

Stabilisce che una valutazione dell’applicazione del presente regolamento deve essere effettuata entro 60 mesi dalla sua entrata in vigore.

Articolo 12

Il presente regolamento dovrebbe applicarsi dodici mesi dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

3.Proposta di regolamento che modifica il regolamento (UE) 2016/1011 su parametri di benchmark low carbon e positivo impatto sul carbonio

La proposta di regolamento COM(2018)355 indica che i fattori ESG dovrebbero essere considerati nel processo decisionale di investimento per rendere gli investimenti più sostenibili tenendo conto anche delle emissioni dei gas ad effetto serra per la valutazione delle quali sono state proposte diverse categorie di indici a basso tenore di carbonio.

Un numero crescente di investitori persegue strategie di investimento in assets a basse emissioni di carbonio e ricorre a benchmark specifici per fare riferimento o misurare la performance dei loro portafogli. Mentre alcuni parametri di riferimento mirano a ridurre l’impronta di carbonio complessiva di un portafoglio di investimento standard, altri mirano a selezionare solo componenti che contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo dei 2°C previsto nell’Accordo sul clima di Parigi. Nonostante le differenze in termini di obiettivi e strategie, tutti questi benchmark sono comunemente accettati come benchmark a basse emissioni di carbonio.

Approcci divergenti rispetto le metodologie di benchmark determinano una frammentazione del mercato interno in quanto gli utilizzatori dei benchmark non hanno una chiara percezione sul fatto che un particolare indice di carbonio basso possa essere considerato un benchmark allineato all’obiettivo dei 2°C o semplicemente un parametro che mira a ridurre l’impronta di carbonio di un portafoglio di investimenti standard.

È quindi necessario introdurre una chiara distinzione tra i benchmark a basso impatto di carbonio e quelli a positivo impatto sul carbonio. Mentre le attività sottostanti riferite ad un benchmark a basse emissioni di carbonio dovrebbero essere selezionate con l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio dell’indice del portafoglio rispetto all’indice padre, un indice di impatto positivo sul carbonio dovrebbe includere solo componenti i cui risparmi di emissioni superano le loro emissioni di carbonio.

Ogni società i cui assets sono selezionati con sottostanti rispetto ad un benchmark di impatto positivo dovrebbe risparmiare più emissioni di carbonio rispetto a quante ne produce e questo comporta un impatto positivo sull’ambiente. Gli asset manager e di portafoglio che affermano di perseguire una strategia di investimento compatibile con l’Accordo sul clima di Parigi dovrebbero pertanto utilizzare benchmark positivi sull’impatto del carbonio.

Articolo 1

Il paragrafo 1 introduce i punti 23a e 23b nel regolamento (UE) 2016/10111 per la definizioni di due nuove categorie di parametri di benckmark

(23a) “benchmark low carbon” le attività sottostanti, ai fini del punto 1, lettera b), punto ii), sono selezionate in modo che il portafoglio di riferimento risultante comporti minori emissioni di carbonio rispetto alle attività che comprendono un valore di benchmark standard ponderato per il capitale e che sono costruite conformemente alle norme stabilite negli atti delegati di cui all'articolo 19 bis, paragrafo 2;

(23b) “benchmark di positivo impatto sul carbonio”: le attività sottostanti, ai fini del punto 1, lettera b), punto ii) del presente paragrafo, sono selezionate in base al fatto che i loro risparmi di emissioni di carbonio superano l’impronta di carbonio dell’asset ed è costruito conformemente alle norme stabilite negli atti delegati di cui all'articolo 19 bis, paragrafo 2.

Il paragrafo 2 modifica l’articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di Benchmark (“Trasparenza della metodologia”) aggiungendo una nuova lettera d) all’elenco delle informazioni che devono essere pubblicate o rese disponibile. In particolare, in base al nuovo obbligo, oltre alle altre informazioni già da divulgare, gli amministratori dei parametri di benchmark o di una famiglia di parametri di benchmark che perseguono o tengono conto degli obiettivi ESG dovrebbero fornire una spiegazione di come gli elementi chiave della metodologia riflettono i fattori ESG.

Il paragrafo 3 inserisce un nuovo capitolo 3a nel Titolo III del Regolamento di Benchmark che stabilisce un’unica disposizione (Articolo 19a) dove vengono indicati i requisiti chiave applicabili alla metodologia per il benchmark low carbon o i positivi impatti sul carbonio (elencati in un nuovo allegato).

Il paragrafo 4 modifica l’Articolo 27 del Regolamento di benchmark introducendo un nuovo paragrafo volto a richiedere, per ciascun indice di benchmark o famiglia di parametri forniti che perseguono o tengano conto degli obiettivi ESG, che gli amministratori spieghino nella dichiarazione comparativa come i fattori ambientali, sociali e di governance sono riflessi per ogni benchmark o famiglia di benchmark forniti che perseguono o tengono in considerazione gli obiettivi ESG.

 L’Articolo 1 introduce un nuovo Annex III al Regolamento di benchmark dove vengono definiti i requisiti fondamentali per la metodologia del benchmark low carbon e quello degli impatti positivi sul carbonio e vengono elencati gli elementi che gli amministratori devono divulgare e la procedura da seguire per modificare la loro metodologia per entrambi gli indici.

Articolo 2

Il presente regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

 

Andrea Gasperini
Responsabile area Sostenibilità di Aiaf