Osservatorio ESG

Lunedì, 30 Gennaio, 2017

Esg, in Vaticano il Summit: energia pulita per la casa comune

Si è tenuta a Roma il 27 Gennaio 2017 presso la Sala Pio XI della Pontificia Università Lateranense la Conferenza internazionale Laudato Si’ e Investimenti Cattolici: Energia Pulita per la nostra Casa Comune promossa da FOCSIV – Volontari nel mondo, dalla Commissione Giustizia e Pace JPIC del USG – Unione dei Superiori Generali e del UISG – Unione Internazionale delle Superiori Generali, da GCCM – Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, CAFOD – Catholic Agency Development Charity, Trócaire – Irish Charity Working for a Just World e CIDSE.

Esponenti del mondo cattolico e della finanza hanno partecipato a quattro distinti panel in cui sono stati discussi i legami tra operazioni di disinvestimento dai combustibili fossili e reinvestimento responsabile in energia rinnovabile attuate da importanti ordini religiosi che attenti all’appello al cambiamento contenuto nell’enciclica di Papa Francesco Laudato Si’, stanno riconsiderando le strategie finanziarie di investimento del proprio patrimonio scegliendo quei fondi che non includono imprese sorde alla causa di una giusta transizione energetica e non prestano attenzione ai criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG).

 

Apertura dei lavori: La sfida, la chiamata all’azione

Moderatrice: Lorna Gold, responsabile policy/advocacy Trocaire

  • Cardinal Peter Turkson, Prefect Dicastery for the Promotion of Integral Human Development. Bisogna perseguire un progressive abbandono dei combustibili fossili in tutta la filiera nel rispetto della dignità, il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente. Anche se lentamente è importante muoversi.
  • Christiana Figueres, Convenor, Mission 2020. La transizione verso una economia low carbon deve essere giusta, organica e strutturata. Nell’enciclica papale viene sottolineato il senso dell’urgenza, non presente nell’accordo di COP21 di Parigi 2015, in quanto necessaria per risolvere il problema della povertà estrema. Bisogna investire in fonti di energia rinnovabile spostando gli impieghi dai combustibili fossili, attuare una ricostruzione delle infrastrutture ed offrire nuove opportunità di lavoro. Il tema dei combustibili fossili è un tema sociale e non solo politico. Tutti gli operatori devono condividere il bilanciamento e comprenderne la novità e questa è una sfida del 21° secolo che impone una collaborazione ed azione a fare non quello che è possibile ma quello che è necessario.

Le buone ragioni per il disinvestimento dai combustibili fossili e per il reinvestimento in soluzioni climatiche 

  • Cardinal Ribat, Papua New Guinea, President, Federation of Catholic Bishops Conferences of Oceania. Nelle isole dell’Oceania il cambiamento climatico è urgentissimo in quanto è in gioco la dignità delle popolazioni, il clima è un bene comune di tutti e quindi nessuno è esente dall’agire individuando sistemi di sviluppo differenti non più basati sull’anidride carbonica e quanto più tempo si aspetta e tanto più aumentano i costi causati da inondazioni, siccità e acidificazione degli oceani.
  • Tutte le regioni del Pacifico sono minacciate da un aumento del livello del mare e si stanno realizzando dei frangiflutti che però poco servono, i campi stanno andando distrutti e si va verso una sempre maggiore salinizzazione dell’acqua potabile che causa la morte dei bambini ed una soluzione non è quella di spostare in altri territori le persone che sono minacciate.
  • Mark Campanale, Founder Carbon Tracker Initiative. Il problema è il tempo. Le emissioni di gas serra continuano a crescere e si è in presenza di una bolla del carbonio dovuta alla presenza di ampie riserve di proprietà di società quotate in borsa che non sono utilizzabili e devono restare nella terra. E’ in corso un vivace dibattito dell’impatto sui mercati finanziari e società come BP, Exxon, Shell,s e l’OPEC comunicano il messaggio che non c’è alternativa ai loro prodotti. La redditività futura è sempre più in pericolo e nuovi progetti vengono realizzati non con i profitti ma con il ricorso a finanziamenti bancari.  
  • Ellen Dorsey, Executive Director Wallace Global Fund / Divest-Invest Philanthropy. Siamo in presenza di un modello di business che sta regredendo in presenza di stranded asset e la necessità di individuare smart investment. Il processo di disinvestimento dai combustibili fossili deve essere accompagnato da un processo di investimento guidato da una propria missione e gli investimenti devono essere al servizio di programmi di collaborazione che garantiscono nuove opportunità per le comunità locali. Non si chiede solo il disinvestimento ma è necessario un investimento in efficienza energetica e creazione di nuovi posti di lavoro e la transizione energetica deve essere giusta anche nel rispetto degli interessi delle comunità che operano nel settore minerario ed estrattivo, deve consentire di portare l’elettricità a tutti coloro che non ne hanno accesso e per invertire la rotta si devono modificare gli investimenti entro cinque anni.
  • Rev. Fletcher Harper, Executive Director, GreenFaith. Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia incalcolabile per l’uomo e il passaggio dai combustibili fossili verso una energia pulita deve avvenire subito, serve una transizione che sorregga le comunità ed i lavoratori che verranno colpiti. Disinvestire ed Investire è un test per capire la propria fede e bisogna dare un segnale inequivocabile.

Le concrete misure finanziarie adottabili in tema di reinvestimento responsabile

Moderatrice: Sarah Butler Sloss, fondatrice e direttrice di Ashden Team

  • Dan Carson, Senior Investment Analyst, Sustainable Investment, FTSE Russell. I gestori dei mercati finanziari devono comprendere i rischi legati al clima e al carbonio. In una prima fase si evitava da fare investimenti in aziende non degne (pornografia) e non si prestava ancora attenzione alle performance, dopo COP21 non si parla più solo di sostenibilità ma viene evidenziato un nuovo concetto che i rischi devono essere correttamente valutati e sempre più bisogna prestare attenzione al clima. Questo non è un mercato di nicchia ma anche i grandi investitori lo stanno prendendo in considerazione quindi bisogna considerare la correlazione tra rischio ed opportunità.
  • Jochen Wermuth, Senior Found Partner Wermouth Asset Management. E’ necessario verificare l’impatto degli investimenti sull’ambiente.
  • Aldo Bonati, Senior Relationship Management EticaSgr. Sono necessarie maggiori informazioni per prendere decisioni giuste. Nel settore finanziario sono in atto molti cambiamenti ed esistono delle soluzioni per il disinvestimento quali anche l’investimento in azioni.
  • Ian Halstead, Senior Analyst Investment, L&P Services. Disinvestire va bene ma bisogna anche investire e non bisogna parlare di limiti ma di opportunità. Non è vero che non esistono prodotti alternativi all’investimento in carboni fossili e stanno crescendo le opportunità di impact investing nel settore del solare, l’eolico che comportano una maggiore efficienza energetica. Gli investitori non amano le incognite ma vogliono essere ben informati che i nuovi investimenti possono essere redditizi. 

Il ruolo giocato da alcune importanti istituzioni cattoliche che già hanno imboccato la strada del disinvestimento

Moderatore: Neil Thorns, responsabile advocacy e comunicazione CAFOD

  • George Hanley, Trustee University of Dayton. Il disinvestimento è un processo graduale per il quale è stato stimato un lasso temporale di cinque anni e le sfide che devono essere fronteggiate riguardano la stima dei rendimenti dei nuovi investimenti, l’impatto sulle persone più anziane, l’impegno ed il coinvolgimento di tutti. L’Università di Dayton nell’Ohio ha avviato un processo di disinvestimento che ha avuto un impatto anche sulle attività di assunzione di nuovo personale, un cambio del corpo docente e a fronte di una elevata pubblicità esterna quando si è dato l’annuncio dell’avvio del processo di disinvestimento internamente si è resa necessaria una attività di educazione dei componenti della congregazione e l’avvio di un cambiamento culturale.
  • Rev. Henrik Grape, Church of Sweeden of World Council of Churces. Un futuro sostenibile deve avere un visione concentrata sui valori. Tutte le chiese si sono mosse per arginare il cambiamento climatico e togliere carbone e carbonio dagli investimenti ed importante è il reinvestimento a favore dello sviluppo sostenibile. In Svezia anche attraverso il disinvestimento si sono ottenute migliori performance ed è sbagliato procurarsi dei profitti dalla rovina del clima e la fede può ricoprire un importante ruolo.
  • Sr. Susan Vickers, RSM, - VP of Corporate Responsibility, Dignity Health. Il processo di disinvestimento comporta anche una grande opportunità in quanto consente di integrare la sostenibilità ambientale negli obiettivi di investimento, avviare un processo di engagement, affrontare i carbon risks, avviare investimenti in soluzioni climatiche quali le energie rinnovabili e trovare una difesa per il thermal coal. Questo è possibile adottando i criteri ESG.
  • Amy Echeverria, International JPIC Coordinator, Missionary Society of St Columba.
  • Barry J Leidl, Treasurer, Jesuits from English Canada. Deve essere prestata attenzione al valore della giustizia e della pace.
  • John O’Shaughnessy, CFO & CEO, Franciscan Sisters of Mary

Idee e prospettive del movimento Divest

  • Tomas Insua, Executive Director, The Global Catholic Climate Movement.
  • Sr. Sheila Kinsey, FCJM – JPIC Executive Co-Secretary, USG-UISG.
  • Alison Tate, Policy Director International Trade Union Confederation. Non ci sono posti di lavoro in un pianeta morto! E’ importante una giusta transizione e bisogna trasformare l’industria gestendo le conseguenze del cambiamento climatico e deve essere portate avanti un dialogo con i grandi investitori. Gli investimenti devono essere a lungo termine in grado di affrontare la crisi finanziaria globale della diseguaglianza e della disoccupazione. Oltre agli stranded asset si deve affrontare il problema delle stranded comunità e stranded lavoratori. Gli investimenti devono essere pazienti e non speculativi e devono essere impegnati nello sviluppo delle infrastrutture. Si deve affrontare la problematica di una giustizia fiscale e gli investimenti devono essere in aziende etiche con una comunicazione trasparente di dove vengono investiti i patrimoni ed i piani delle aziende per il cambiamento climatico devono essere in linea con gli accordi di Parigi 2015.
  • Clara Shannon, Interim Director, One for All

 

Andrea Gasperini
Responsabile Aiaf “Mission Intangibles®”