Osservatorio ESG

Lunedì, 26 Novembre, 2018

GLI ESPERTI DELLA COMMISSIONE EUROPEA DEFINISCONO LA TASSONOMIA, I GREEN BOND UE, I BENCHMARK SUL CARBONIO E LA CLIMATE CHANGE DISCLOSURE

I membri del gruppo di tecnici esperti sulla finanze sostenibile hanno dato il via ai lavori su quattro azioni chiave delineate nel Action Plan della Commissione europea on Financing Sustainable growth dell’8 Marzo 2018

Il mese di Luglio 2018 Il gruppo di tecnici esperti in materia di finanza sostenibile denominato Technical Expert Group on Sustainable Finance (TEG) costituito dalla Commissione europea e composto da 35 membri provenienti dalla società civile, dal mondo accademico, dal settore economico e finanziario tra i quali componenti per l’Italia del TEG sono Sara Lovisolo di Borsa Italiana, Pierfrancesco Latini di Cassa Depositi e Prestiti e Paolo Masoni e per EFFAS (membro della commissione EFFAS ESG) partecipa Josè Luis Blasco ha pubblicato un primo rapporto in cui vengono indicati i progressi nella analisi delle quattro tematiche di seguito indicate:

 1.TASSONOMIA: Per incoraggiare la crescita sostenibile, l’industria, gli investitori e i governi hanno bisogno di una chiara comprensione di quali attività economiche siano sostenibili dal punto di vista ambientale.

Attualmente non esiste alcun sistema di classificazione a livello UE e le iniziative guidate dal mercato degli ultimi anni non sono abbastanza esaustive per riflettere in modo adeguato tutte le priorità di sostenibilità ambientale. La tassonomia dell’UE, che ha per oggetto la definizione di attività sostenibili dal punto di vista dell’ambiente, si baserà su iniziative simili, riferite al mercato e agli Stati membri. Finalità di tale sistema di classificazione è quello di facilitare il raggiungimento degli obiettivi di emissioni di gas serra a medio e lungo termine dell’UE e quelli di politica ambientale indirizzando i flussi di capitali verso attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale. La tassonomia servirà come base per la futura definizione di standard ed etichette (label) per prodotti finanziari sostenibili che generano flussi di capitale sostenibili.

Compito del TEG è quello di presentare entro il mese di giugno 2019 una relazione che include anche una spiegazione del modo in cui i settori sono stati selezionati, la determinazione dei criteri tecnici di screening in conformità con la proposta di tassonomia, nonché un’analisi del potenziale economico, gli impatti finanziari e quelli ambientali.

Al fine di considerare le iniziative esistenti, i componenti del gruppo hanno considerato il lavoro svolto negli anni 2017 - 2018 dall’HLEG on sustainable finance della Commissione europea relativo in particolare alla mitigazione dei cambiamenti climatici e altre tassonomie quali quella proposta dal Climate Bond Initiative. Il gruppo ha inoltre discusso utilizzando le classificazioni statistiche UE esistenti di attività e prodotti economici (NACE e CPA), nonché quelle ambientali dell’UE (ad esempio CREMA e CEPA).

2.Green Bond UE standard: I green bond consentono agli emittenti di chiedere finanziamenti agli investitori per finanziare o rifinanziare progetti, assets o attività commerciali cosiddette “verdi”. Basandosi sulla tassonomia di sostenibilità definita dall’UE e riferendosi alle attuali migliori pratiche, uno standard EU per i green bond può proteggere l’integrità e la fiducia del mercato rispetto alle obbligazioni green, fornendo una guida agli emittenti e consentendo un accesso più facile agli investitori che chiedono un prodotto di questo tipo.

I componenti del sottogruppo dell’EU Green Bond Standard (GBS) hanno iniziato il lavoro sui principi guida che potrebbero costituire la base per tale standard, facendo riferimento agli approcci attualmente presenti sul mercato. Gli esperti hanno individuato alcuni dei potenziali problemi che dovranno essere affrontati, come i processi di revisione e verifica esterni e quelli di reporting.

Poiché il mercato europeo è relativamente ben sviluppato per le obbligazioni green, il GBS dell’UE potrebbe concentrarsi sul mantenimento e sul rafforzamento dell’integrità del mercato e sulla definizione di una base per uno standard internazionale riconosciuto.

Il GBS ha deciso che il loro rapporto comprenderà le seguenti tre sezioni tematiche: (i) scopo del green bond standard; (ii) caratteristiche principali dello standard; e (iii) revisioni esterne e reporting.

3. Benchmark per le strategie di investimento a basse emissioni di carbonio: I benchmark svolgono un ruolo centrale nella formazione dei prezzi dei prodotti finanziari e forniscono uno strumento utile per gli investitori, in quanto consentono di tracciare e misurare le performance e allocare di conseguenza le risorse. I benchmark tradizionali riflettono lo status quo e le loro metodologie, come risultato, riflettono gli obiettivi di sostenibilità solo in misura limitata. I benchmark ESG esistenti mancano di trasparenza per quanto riguarda le loro metodologie e i gestori di fondi che perseguono una strategia di investimento a basse emissioni di carbonio o allineata agli accordi di Parigi 2015 non dispongono di un indice affidabile per valutare le loro performance.

Il sottogruppo ha iniziato, quindi, a discutere i criteri di selezione, i fabbisogni di dati e i metodi di ponderazione per gli assets sottostanti tali benchmark. Ciò include la determinazione degli elementi chiave degli standard minimi per i benchmark a basso impatto di carbonio e quelli a positivo impatto sul carbonio.

L’importanza di garantire la comparabilità e l’affidabilità dei dati utilizzati per la definizione di questi parametri di riferimento è chiara. In questo contesto, gli esperti hanno iniziato le discussioni sui vari ambiti di emissione di gas ad effetto serra (1, 2 e 3) per sviluppare il benchmark a positivo impatto sul carbonio. Chiare definizioni degli obiettivi di riferimento devono essere identificate come parametri di successo: il benchmark a basso impatto di carbonio (LCB) verrebbe utilizzato per la diversificazione del rischio mentre il benchmark a positivo impatto sul carbonio (PCIB) per investire con impatto.

4. Linee guida per migliorare la comunicazione aziendale di informazioni relative al clima: Nel contesto dell’aggiornamento degli orientamenti non vincolanti della Direttiva sul reporting non finanziario (NFRD), il TEG ha iniziato a lavorare sulla tematica di come migliorare la comunicazione sul clima.

Finalità del lavoro è aiutare gli investitori a prendere decisioni di investimento accurate. Ciò può essere realizzato migliorando la trasparenza e la comparabilità delle informazioni relative al clima fornite dagli attori del mercato. Idealmente, una comunicazione chiara e trasparente sul clima porta a maggiori informazioni su come i rischi climatici e le opportunità possono influenzare il rendimento degli investimenti. In quanto tale, aiuterà anche gli investitori a prendere migliori decisioni di investimento, comprendendo al contempo il loro impatto sui cambiamenti climatici.

Punti di partenza per il lavoro sono le linee guida esistenti per la NFRD e le raccomandazioni della Task Force sulle informazioni finanziarie relative al clima (TCFD) che saranno ulteriormente sviluppate. Ad esempio, il gruppo ha anche accolto la sfida di identificare le metriche di comunicazione che potrebbero fornire informazioni significative sull’impatto di un’azienda sui cambiamenti climatici. Sia la mitigazione che l’adattamento ai cambiamenti climatici fanno parte dell’obiettivo.

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