Osservatorio ESG

Lunedì, 3 Dicembre, 2018

SPAGNA: LA LEY DE INFORMACIÓN NO FINANCIERA YA ESTÁ EN EL SENADO

Ora il testo è in Senato, dove non ci si aspettano sorprese per l’approvazione finale in attesa della pubblicazione del documento finale nella Gazzetta Ufficiale di Stato, «le informazioni che sono emerse sul testo hanno introdotto alcuni sviluppi degni di nota. Gli emendamenti presentati dai gruppi parlamentari in questi mesi, che hanno richiesto con forza maggiore trasparenza e affidabilità alle società, hanno reso la legge spagnola una delle trasposizioni più impegnative della direttiva europea» indica Jerusalem Hernandez, Dirigente rischi e sostenibilità di KPMG Spagna, commentando le principali modifiche introdotte dalla proposta di legge di seguito riportate:

1. Maggiore ambito di applicazione: uno degli aspetti più importanti che viene proposto di modificare è quello riferito alle organizzazioni interessate dalla legge. Il precedente testo si riferiva a soggetti di interesse pubblico, il cui numero medio di lavoratori nell’anno superava i 500 e poteva essere classificato come grande impresa. Il nuovo testo, invece, stabilisce che tutte le società con oltre 250 dipendenti, senza eccezioni, dovranno comunicare informazioni riferite alle loro performance non finanziarie. Il periodo di adattamento per queste ultime è di tre anni. Per quelle con oltre i 500 dipendenti l’obbligo è già scattato il primo gennaio 2018, data in cui la Direttiva è entrata in vigore.

2. Assurance esterna: un’altra sorpresa è la necessità che le informazioni pubblicate siano “verificate da un fornitore indipendente di servizi di revisione”. La Direttiva europea ha lasciato liberi gli Stati di regolamentare su questo punto. Il progetto di legge spagnolo non lo menzionava, ma era una delle domande incluse negli emendamenti.

Il Congresso dei Deputati ha chiesto alle aziende un maggiore rigore, garantendo l’affidabilità delle informazioni riportate e sfruttando l’opportunità di costruire fiducia attraverso questa verifica esterno indipendente.

Tale obbligo sembra complesso per tutte quelle aziende che non hanno aderito fino ad ora alla tendenza di comunicare volontariamente i propri indicatori di sostenibilità ma nel lungo termine sarà quello che offre il massimo ritorno in termini di credibilità, legittimità e reputazione. Ciò che le organizzazioni dovrebbero considerare è che, al fine di adeguarsi a questo aspetto della legge, è consigliabile definire i compiti di un buon sistema di controllo interno delle informazioni non finanziarie, simile a quello già esistente per i dati finanziari che consente una attività di revisione rigorosa ed affidabile.

3. Aumento delle tematiche oggetto di comunicazione: un terzo punto rilevante si riferisce ai contenuti che devono essere segnalati. La Direttiva e il progetto di legge erano aperti a questo punto, per quanto chiari nelle aree di informazione richieste: questioni ambientali, questioni sociali e inerenti il personale, il rispetto dei diritti umani, la lotta alla corruzione attiva e passiva, solo per le società quotate e le tematiche sulle politiche della diversità.

Il nuovo testo, tuttavia, è più esplicito in merito alle informazioni richieste ed è allineato anche alle ultime tendenze in materia di imposizione fiscale, un aspetto che è menzionato nella Direttiva ma che nel disegno di legge non era stato fatto alcun riferimento. Pertanto, è espressamente richiesto che le organizzazioni riportino informazioni sui benefici che ricevono paese per paese, le imposte pagate o i sussidi ricevuti.

Maggiori informazioni devono essere date con riferimento all’Economia Circolare e la prevenzione e gestione dei rifiuti: salvaguardia, riciclaggio, riutilizzo, altre forme di recupero e smaltimento dei rifiuti; azioni per combattere lo spreco alimentare.

Con riferimento ai cambiamenti climatici devono essere date informazioni sugli elementi importanti delle emissioni di gas serra generate come conseguenza delle attività della società, compreso l’uso dei beni e dei servizi che produce; le misure adottate per adattarsi alle conseguenze dei cambiamenti climatici; gli obiettivi di riduzione stabiliti volontariamente a medio e lungo termine per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e i mezzi attuati a tale scopo.

Altri contenuti che sono stati resi più espliciti sono quelli che si riferiscono alla diversità. Le società alle quali si applica la nuova legge devono riportare informazioni sul divario salariale, sulla proporzione di dipendenti con contratti temporanei o indeterminati, sulle misure di conciliazione o sulla retribuzione media degli amministratori e dei dirigenti.

4. Più ampia divulgazione: Il quarto punto si riferisce alla divulgazione di queste informazioni non finanziarie. Il disegno di legge indica in termini generali che la relazione sulla gestione o, se del caso, la relazione separata predisposta a tale scopo, dovrebbe soddisfare i medesimi criteri utilizzati per la preparazione, l’approvazione e la rendicontazione dei conti annuali. Il nuovo testo, inoltre, specifica che la dichiarazione deve essere resa accessibile sul sito web della società entro i primi sei mesi dalla fine dell'anno e deve rimanere disponibile per almeno cinque anni.

Cambiamenti rilevanti, che devono essere tutti presi in considerazione, che genereranno nuove politiche e procedure, ma che indubbiamente costituiranno un vantaggio per le imprese spagnole per le quali la trasparenza è sempre stata un buon antidoto ai rischi, quindi questa nuova legge offrirà una buona opportunità per la competitività che ha sempre caratterizzato le aziende leader. Leader non grandi, ma buoni.

Allegati: 
AllegatoDimensione
File 2018.84 OSSERVATORIO ESG.pdf370.13 KB