Osservatorio Minibond

Venerdì, 30 Giugno, 2017

UN MINIBOND SULLE IMPRONTE. E QUANDO I COVENANT NON SERVONO

Green bit, società piemontese che dalla fine degli anni 90 si focalizzata interamente nella tecnologia di riconoscimento delle impronte digitali ed esporta oggi i suoi prodotti in 70 paesi del mondo, debutta oggi con un minibond di 350.000 euro strutturato secondo una formula ormai consolidata a brevissimo termine. A tasso fisso (il 4,10%), scade il 20 dicembre 2017, ma prevede un'opzione di rimborso anticipato. Uguale eccetto che nel tasso (in questo caso del 3,70%) l'emissione di Datacol, azienda veronese specializzata nella commercializzazione di utensileria, minuteria e altre componenti di fissaggio nel settore automotive.

Un piccolo cenno a conferma di quanto avevamo già scritto su quest pagine a inizio anno sulla dubbia utilità, per chi scrive, di covenants finanziari di difficile rispetto per aziende medio-piccole e poco diversificate: si è appreso dell'accettazione del waiver (rinuncia) del rispetto del rapporto Pfn/ebitda da parte di principali investitori sull'emissione dl bond dell'azienda vitivinicola Moncaro pena l'obbligo del rimborso accelerato del titolo.