Gli High-Frequency Trading (HFT): un trionfo della tecnologia, non del mercato

di Giovanni Bottazzi e Alfonso Scarano

L’argomento è un campo di applicazione delle tecnologie telematiche e della statistica applicata, ma qui ci interessa principalmente l’aspetto del funzionamento del mercato. Si direbbe un tema comunque per specialisti e, invece, non è difficile ma anzi estremamente importante intuirne le potenzialità dirompenti e, quindi, l’urgenza di una sua maggiore conoscenza da parte dell’opinione pubblica.

Nella speranza di raggiungere anche non addetti ai lavori, ci sforzeremo di esporre i fatti con la massima chiarezza, chiedendo venia agli altri per le necessarie semplificazioni.
Negli anni recenti il progresso nella trasmissione ed esecuzione degli ordini per via telematica ha inciso profondamente sull’operatività del mercato borsistico, rendendo molto più economiche, veloci, funzionali e, quindi, molto più ampiamente seguite alcune pratiche già note in precedenza che però non potevano essere impiegate in così larga scala.

L’esempio più immediatamente accessibile a cui possiamo connettere la denominazione di High Frequecy Trading è quello della frammentazione degli ordini e la loro immissione sul mercato in tempi rapidissimi, adottata allo scopo di minimizzare l’impatto sul mercato di ordini importanti e, quindi, il costo medio ponderato dell’operazione.