Secondo mese di deflazione, doppia lettura per la disoccupazione

Martedì, 30 Settembre, 2014

Per il secondo mese consecutivo la crescita dei prezzi al consumo su base annuale è stata negativa a settembre, con una variazione pari a -0,1% (-0,2% per l’indice europeo armonizzato). A rendere il quadro meno preoccupante c’è l’individuazione delle componenti che hanno determinato in misura maggiore il calo dei prezzi: quella energetica e quella alimentare. Proprio i settori che le banche centrali tipicamente escludono nella valutazione della dinamica dei prezzi ai fini della politica monetaria, poiché si tratta dei comparti maggiormente volatili ed esposte a fattori (come il clima o l’offerta di greggio) non controllabili e poco dipendenti dall’andamento economico sottostante. Non a caso escludendo tali componenti l’inflazione resta positiva e stabile allo 0,5%. Cionondimeno lo spaccato fa emergere un andamento dei prezzi molto blando, con una crescita annuale dei prezzi inferiore all’1% in tutti i comparti, a conferma di una perdurante debolezza della domanda e del reddito disponibile delle famiglie italiane.

Il tasso di disoccupazione ad agosto è invece sorprendentemente sceso al 12,3% da 12,6% a luglio. La componente giovanile (15-24 anni) è tuttavia salita al 44,2% da 43,2% a luglio. Il dettaglio dei dati per la disoccupazione complessiva fa emergere un aumento mensile del numero di occupati pari a 32 mila, una riduzione del numero di disoccupati pari a 82 mila, ma anche un aumento della popolazione inattiva (che cioè non cerca lavoro) pari a 32 mila. E’ evidente dunque che, seppur si sia manifestato un aumento degli occupati, la riduzione del tasso di disoccupazione è in parte attribuibile a un probabile “effetto scoraggiamento” che ha indotto molti disoccupati a non cercare più lavoro, uscendo di fatto dalle statistiche relative alla disoccupazione. Tale fenomeno è finanche più accentuato per la componente giovanile, per la quale si registra sia un calo degli occupati (-33 mila) che un aumento dei disoccupati (+2 mila) e degli inattivi (+28 mila).